Dal Quirinale a Castel Gandolfo per presentare la Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Papa Leono XIV. Sorrisi, strette di mano, foto con la delegazione guidata da John Elkann, Benedetto Vigna e Piero Ferrari, che stridono con il giudizio che Luca Cordero di Montezemolo ha dato della vettura svelata il 25 maggio.
A margine dell’assemblea di Confindustria l’ex presidente della rossa, interrogato sull’argomento ha risposto così: “Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il cavallino almeno da quella macchina“. Montezemolo poi ha aggiunto: “Questa sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”.
Che la nuova auto sarebbe stata divisiva c’erano pochi dubbi. Critiche alla vettura sono state espresse ad esempio anche da Matteo Salvini e Carlo Calenda. Il giudizio della Borsa di Milano è di un calo del titolo Ferrari dell’8,37% alla chiusura degli scambi, dopo che la giornata di contrattazione si era già aperta con una flessione attorno al 7%. Nel mirino degli investitori è finito soprattutto il prezzo con il quale Luce sbarca sul mercato, fissato a 550.000 euro.

