Nel processo di adesione all’euro digitale all’interno dell’Unione Europea ci sono dei punti fermi da fissare, tra costi, presenza delle banche e limiti di denaro da poter avere nei portafogli digitali
È l’avviso di Federcasse, la Federazione italiana delle banche di credito cooperativo e casse rurali. “L’auspicio è che si possano definitivamente chiarire alcuni ‘nodi’ che per il Credito cooperativo rappresentano temi nevralgici per una corretta transizione verso questa nuova forma di pagamento: il limite di detenzione, la compensazione dei soggetti coinvolti e la definizione di commissioni e costi”.
L’occhio delle banche cooperative sull’euro digitale
In una nota, Federcasse esprime “soddisfazione per l’adozione da parte della Commissione per gli Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo della posizione negoziale sul regolamento relativo all’introduzione dell’euro digitale, compiendo un passaggio rilevante nel percorso legislativo verso la possibile creazione della moneta digitale emessa dalla Banca centrale europea” ed esprime “il proprio convinto sostegno al progetto della Bce, riconoscendone il potenziale contributo al rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Ue nel settore dei pagamenti, alla promozione dell’innovazione e della competitività nel mercato europeo dei pagamenti, nonché al consolidamento della sovranità monetaria europea nell’era digitale”.
Di chi sono le banche e chi presta davvero i soldi agli italiani
Nel dettaglio, scrive Federcasse, “sui limiti di detenzione di euro digitale per le persone fisiche si auspica l’introduzione di soglie contenute, nell’ordine di un massimo compreso tra 500 e 1.000 euro. Tale impostazione consentirebbe di preservare le funzioni dell’euro digitale quale strumento di pagamento, scongiurando al contempo fenomeni di disintermediazione del sistema bancario, prevenendo trasferimenti significativi di liquidità dai depositi bancari verso l’euro digitale e riducendo i potenziali effetti negativi sulla capacità delle banche di finanziare l’economia reale e le famiglie. È auspicabile – aggiunge Federcasse – un coinvolgimento più incisivo dei co-legislatori nelle decisioni relative alla definizione della soglia.
Al contempo, appare opportuno evitare meccanismi che possano favorire un accumulo eccessivo di valuta digitale. Resta infine opportuno chiarire ulteriormente il quadro relativo agli ”open funding arrangements”, prevedendo adeguate salvaguardie per l’industria bancaria affinché tali meccanismi non determinino costi sproporzionati per gli intermediari coinvolti né producano effetti indesiderati sulla sostenibilità del progetto dell’euro digitale”.
Il pericolo dell’euro digitale. PIAZZA LIBERTÀ, puntata di domenica 13 aprile 2025

