Il Parlamento UE sblocca l’euro digitale

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Il Parlamento Europeo ha sbloccato l’euro digitale

Dopo un lungo stallo e l’accelerazione in primavera, alla fine è arrivato il via libera al mandato negoziale sul regolamento. Darà vita alla nuova moneta unica in forma elettronica, emessa dalla Banca centrale europea e utilizzabile per pagamenti online e offline, accanto al contante. Il testo è stato approvato per ora in commissione Affari economici e monetari dell’Eurocamera, ma l’intesa politica raggiunta a inizio mese è trasversale e lascia pochi dubbi: al più tardi nella plenaria di luglio (se il mandato sarà effettivamente messo ai voti dell’aula) dovrebbe arrivare il via libera per aprire concretamente il negoziato con il Consiglio Ue.

La Commissione Ue aveva presentato il regolamento a giugno 2023, mentre i Ventisette hanno approvato a dicembre il proprio mandato negoziale. La prima emissione dell’euro digitale è attesa nel 2029. A rallentare i lavori parlamentari erano stati soprattutto i dubbi sulla privacy, sul rapporto con il contante e sull’eventuale possibilità di affidare a privati un’alternativa europea ai circuiti di pagamento, oggi dominati da operatori stranieri. Sarà invece la Bce, appunto, a sviluppare l’infrastruttura, definire le regole operative e condurre i test preliminari, completando la fase pilota prima dell’emissione.

Il compromesso raggiunto tra gli eurodeputati rafforza nel complesso le garanzie, non solo con un focus particolare sulla riservatezza, ma anche con la richiesta di una fase chiara di sperimentazione. Ribadisce poi che il nuovo strumento dovrà affiancare e non sostituire il contante, lasciando libera scelta ai cittadini. Il valore geostrategico dell’euro digitale comunque è chiaramente segnalato anche nel mandato dell’Eurocamera, che ne parla come di uno strumento per rafforzare l’autonomia dell’Ue

 “Non essere soggetti o dipendenti da pagamenti non europei è un fatto di straordinaria importanza”, ha spiegato Pasquale Tridico (M5s), relatore ombra italiano del regolamento, e già in prima linea a febbraio come primo firmatario dell’emendamento che ha dato una scossa definitiva al dossier, impegnando politicamente l’Eurocamera. Non sono attesi ora particolari intoppi al negoziato interistituzionale. “Non penso che ci saranno molti nodi da sciogliere”, ha segnalato lo stesso Tridico. “Ormai questo film lo conosciamo tutti”.

Gli europei avranno a disposizione “un’opzione di pagamento digitale sicura, resiliente e genuinamente europea”, ha assicurato il relatore Fernando Navarrete (Ppe). Oltre alle garanzie sulla privacy, gli eurodeputati garantiscono la gratuità dei servizi di base per i cittadini e intervengono per contenere i costi per gli esercenti. Un’attenzione particolare sarà riservata alle categorie più fragili, dagli anziani alle persone con limitate competenze digitali, che dovranno poter accedere e utilizzare il nuovo strumento senza ostacoli.  ANSA

Il pericolo dell’euro digitale. PIAZZA LIBERTÀ, puntata di domenica 13 aprile 2025

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