Nuovo episodio di violenza all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, a Roma
Nella serata di martedì 23 giugno, intorno alle ore 21:00, un detenuto straniero maggiorenne ristretto presso la struttura ha attuato una aggressione nei confronti di un appartenente alla polizia penitenziaria. Dopo aver divelto un pezzo di battiscopa dalla parete della cella, lo ha scagliato contro il poliziotto, colpendolo violentemente al volto. L’agente ha riportato una ferita lacero-contusa che ha reso necessari quattro punti di sutura e una prognosi di sette giorni.
Contestualmente, il detenuto ha anche provocato incendi e ulteriori disordini all’interno dell’istituto, rendendo necessario un immediato e complesso intervento del personale in servizio. A denunciarlo è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che attraverso il segretario generale Donato Capece e il segretario nazionale per il Lazio Maurizio Somma esprime ferma condanna per quanto accaduto e richiama l’attenzione delle istituzioni sulla crescente emergenza sicurezza negli istituti penitenziari.
“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una violenza sempre più frequente e intollerabile nei confronti delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria – denunciano Capece e Somma -. Non è più accettabile che chi garantisce ogni giorno legalità, sicurezza e ordine all’interno delle carceri sia esposto a rischi così elevati, spesso in condizioni operative difficilissime e con organici insufficienti”.
I dirigenti del Sappe evidenziano come l’aggressione di Casal del Marmo rappresenti solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che stanno interessando gli istituti penitenziari italiani, compresi quelli minorili, sempre più spesso alle prese con detenuti particolarmente problematici, violenti e difficili da gestire.
Lo stesso sindacato dei baschi azzurri aveva denunciato di come qualche giorno fossero stati sequestrati quattro smartphone, due caricabatteria e circa 58 grammi di hashish, rinvenuti sempre nell’IPM di Casal del Marmo, nel corso di una ordinaria attività di perquisizione eseguita dal personale della polizia penitenziaria. Nel medesimo contesto si erano registrati anche nuovi episodi di scavalcamento e un ulteriore evento critico, con alcuni detenuti dei reparti 233 e femminile che avevano oltrepassato le aree verdi dell’istituto, rifiutandosi inizialmente di fare rientro nei rispettivi reparti.

