Usa, fallisce la compagnia Spirit Airlines: 17mila dipendenti a casa

Spirit Airlines

Gli aerei della Spirit Airlines non decolleranno più. La storica compagna low cost americana ha dichiarato fallimento. La decisione è arrivata dopo settimane di tentativi falliti per salvare il gruppo, travolto dall’aumento dei costi del carburante, dovuto in gran parte alla guerra in Iran, e da una crisi finanziaria ormai irreversibile. In una nota ufficiale, visibile sul sito web della compagnia, la società ha invitato i passeggeri a non recarsi in aeroporto, confermando che l’intero network è stato fermato.

Fondata nel 1983 e diventata negli anni uno dei punti di riferimento del trasporto aereo economico negli Stati Uniti, gli iconici aerei gialli erano il simbolo della Spirit Airlines ed erano diventati riconoscibili in tutti gli Usa. Secondo i dati più recenti, la compagnia aveva trasportato circa 28 milioni di passeggeri tra febbraio 2025 e gennaio 2026, con una quota significativa del traffico domestico. Nonostante un ridimensionamento negli ultimi anni, rappresentava ancora una fetta importante del mercato interno. Il modello low cost adottato da Spirit, sin dagli inizi, è lo stesso che in Europa ha avuto successo per tante altre compagnie: prezzi base competitivi e tanti servizi extra a pagamento.

I motivi della chiusura

Dietro il crollo di Spirit c’è una combinazione di fattori che si sono aggravati nelle ultime settimane. Il più determinante è stato il forte aumento del prezzo del carburante, legato anche alle tensioni internazionali e alla crisi nel Golfo Persico. In tutto ciò, la compagnia stava già affrontando una situazione fragile, con perdite per 2,76 miliardi di dollari nel 2025 e una quota di mercato in calo. A pesare sono stati anche la concorrenza delle grandi compagnie, oltre agli effetti a lungo termine della pandemia e a problemi tecnici legati ai motori che hanno coinvolto parte della flotta.

Le conseguenze sono immediate e pesanti. Milioni di passeggeri dovranno trovare soluzioni alternative, mentre circa 17mila dipendenti restano senza lavoro. La scomparsa di un operatore così importante potrebbe inoltre avere effetti su tutto il mercato, con un possibile aumento delle tariffe aeree negli Stati Uniti per la riduzione dell’offerta.

Per chi aveva già acquistato un biglietto, la compagnia ha assicurato che i rimborsi verranno gestiti automaticamente per i pagamenti con carta. Chi invece ha prenotato tramite agenzie dovrà rivolgersi direttamente agli intermediari. Più incerta la situazione per chi ha utilizzato voucher o punti fedeltà, che saranno gestiti nell’ambito della procedura fallimentare. La chiusura di Spirit segna anche un passaggio storico: è la prima grande compagnia aerea americana a cessare le operazioni da oltre vent’anni.

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