Toscana, corso di formazione con posti riservati ai trans

transgender

La Toscana rossa si conferma avamposto woke d’Italia, un laboratorio perfetto per sperimentare ogni tipo di deriva progressista

La Regione guidata dal governatore Eugenio Giani e dal Partito democratico ha deciso di finanziare un bando per la formazione professionale. Fin qui, nulla di strano. Senonché nel suddetto bando è prevista una quota molto alta, il 50% dei posti, riservata esclusivamente a persone “trans e non binarie”. Le quote rosa, oggi, diventano uno sbiadito ricordo. Pure un po’ sessista. Perché ora vanno di moda le quote arcobaleno.

“Persone non binarie e transgender” vengono dunque equiparate alle donne come categoria professionale da tutelare. E non si tratta di spiccioli, dal momento che il progetto costa alle casse regionali toscane 128mila euro, come riporta Il Tempo.

Nel dettaglio, il bando è stato redatto dalla Agenzia Formativa Ambiente Impresa Scrl, accreditata presso la Regione Toscana. Il progetto, spiega sempre Il Tempo, è in collaborazione con il centro di formazione professionale Don Giulio Facibeni, Proforma società cooperativa impresa sociale e Alessandro Bini Srl.

Si tratta di “un avviso pubblico per la concessione di finanziamenti ex art. 17 comma 1, della L.R. 32/2002, per progetti formativi finalizzati all’inserimento lavorativo”, percoeso nato “a seguito dell’ammissione a finanziamento, con d.d. n. 5105 del 06/03/2026, del progetto acronimo ‘C’è stoffa per tutti’ che organizza il corso per tecnico delle attività di progettazione del tessuto e industrializzazione del prodotto”.

Cosa c’entri la valorizzazione della tradizione manifatturiera toscana con le più legittime scelte sessuali dei candidati, non è molto chiaro. Anche perché l’obiettivo dichiarato è “formare professionalità capaci di concepire, sviluppare e industrializzare articoli tessili innovativi, unendo creatività, competenze digitali, sostenibilità ed etica del lavoro e delle relazioni sociali”.

“In caso di numero di iscrizioni complete superiori il numero massimo previsto – si legge -, verrà effettuata una selezione dei partecipanti, in data 15/06/2026. È prevista una riserva del 50% per donne, persone non binare e transgender, con eventuale supporto personalizzato, qualora lo necessitino”.

La scelta molto politica e ideologica della regione ha scatenato le proteste di Alessandro Draghi e Jacopo Cellai, il primo consigliere comunale e il secondo regionale di Fratelli d’Italia: “Riservare la metà dei posti a transgender e ad altre persone che non si definiscono né uomini né donne ottenga l’effetto contrario: ampliare ulteriormente la discriminazione e l’emarginazione. La deriva woke della Regione Toscana è senza pudore, è offensivo verso i nostri concittadini stabilire una riserva di questo tipo”.

www.liberoquotidiano.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *