Le bollette della luce saranno ancora più care

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La bolletta dell’elettricità torna a salire

Nel terzo trimestre del 2026, tra luglio e settembre, il prezzo della luce per il cliente tipo vulnerabile servito nel regime di maggior tutela aumenterà del 4,6% rispetto ai tre mesi precedenti. L’aggiornamento comunicato da Arera riguarda esclusivamente i circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora tutelati. Dal primo luglio 2026, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà pari a 31,63 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

Perché aumenta la bolletta della luce

Secondo l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, l’aumento dipende innanzitutto dalla crescita attesa dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità, legata ai maggiori consumi previsti durante l’estate e al persistente quadro di incertezza internazionale, che continua a influenzare le quotazioni delle materie prime energetiche.

A pesare sono anche i maggiori costi relativi al mercato della capacità. Proprio a luglio, quando la domanda di elettricità raggiunge livelli elevati a causa anche dell’utilizzo dei condizionatori, si concentra infatti una parte consistente delle cosiddette “ore critiche” per l’adeguatezza del sistema elettrico.

Contribuisce al rincaro anche l’adeguamento della componente tariffaria Asos, destinata al finanziamento degli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione. L’intervento, spiega Arera, è necessario per rafforzare la liquidità dei conti gestiti dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali, che nei prossimi mesi è prevista in significativa riduzione.

Per limitare l’impatto immediato sulle famiglie, l’Autorità ha comunque deciso di procedere con un adeguamento graduale. A mitigare il rincaro contribuirà inoltre la riduzione, dal primo luglio, delle componenti di commercializzazione PCV e DispBT.

Quanto si spenderà in un anno

L’Unione nazionale consumatori stima che il rincaro del 4,6% produrrà, per il nuovo cliente tipo con consumi pari a 2.000 kilowattora l’anno e una potenza impegnata di 3 kilowatt, una maggiore spesa di 27,80 euro su base annua.

“Anche se il rialzo non è stratosferico, si tratta di una nuova tegola che si abbatte sui portafogli già vuoti degli italiani. Nel terzo trimestre, per via dei condizionatori accesi, si registra il picco dei consumi elettrici”, dichiara Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori. “Questo rincaro è una vera e propria iattura. Purtroppo il nostro appello al governo di intervenire contro il caro bollette per attutire la scoppola è caduto nel vuoto e ora le famiglie ne pagano le conseguenze”.

Ipotizzando che il prezzo resti invariato per i successivi dodici mesi, dal primo luglio 2026 al 30 giugno 2027, l’associazione calcola per i clienti vulnerabili una spesa elettrica complessiva di circa 633 euro. Sommando anche i 1.344 euro stimati per un utente tipo del gas con consumi annui di 1.100 metri cubi, la spesa complessiva per luce e gas arriverebbe a 1.977 euro.

Secondo la ricostruzione dell’Unc, il prezzo della luce è superiore del 76,8% rispetto ai livelli precedenti alla crisi energetica, registrati nel luglio del 2020. Rimane invece inferiore del 26% rispetto al picco raggiunto nel luglio del 2022, mentre è più alto dell’1,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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