Il sistema che “disarma” psicologicamente e giuridicamente le forze dell’ordine

poliziotti togje rosse

di Rossano Sasso (deputato della Lega) – Sei al lavoro per garantire la sicurezza durante una manifestazione e i manifestanti ti prendono a calci in bocca e pugni in testa. 10, 15 contro uno. Cadi a terra, continuano a picchiarti. Uno estrae un martello e inizia a colpirti. Gli cade il martello, pensi sia finita e cerchi di rialzarti per metterti in sicurezza. Ma la bestia raccoglie il martello e continua a colpirti: rischi che ti colpisca in testa.

A quel punto per difenderti potresti prendere la pistola e sparargli, l’articolo 53 del codice penale te lo consente.
Ma non lo fai. Non lo fai perchè hai paura, hai paura che un giudice ti faccia finire sotto processo, che tu venga sospeso dal servizio e rimanga senza stipendio. Quante altre volte hai sentito dei colleghi difendersi e fare questa fine? Hai 29 anni e un figlio piccolo, vuoi solo tornare a casa.

Chi ti sta colpendo lo sa che tu non userai la pistola per difenderti, perchè in Italia esiste un sistema balordo che induce un poliziotto alla paura giudiziaria.
Quanti poliziotti hanno sparato per difendere sè stessi e i propri colleghi e sono stati indagati, processati, condannati a risarcire le “vittime”?
Per fortuna prima che ti diano il colpo di grazia arriva un collega a difenderti, un fratello, e ne basta una di divisa insieme alla tua a far fuggire quei vigliacchi senza onore.

Sono un parlamentare della Repubblica e mi vergogno di uno Stato che lascia i suoi agenti ad avere paura di difendersi da attacchi potenzialmente letali come una martellata dietro la schiena, quando la legge permette sì l’uso della forza, ma il sistema induce un poliziotto o un carabiniere a non usarla.
Uno Stato ipocrita. I giudici hanno le loro responsabilitĂ  ma la politica cosa aspetta a dare maggiore tutela ai nostri ragazzi in divisa?

Basta ipocrisie e comunicati stampa di circostanza. Ammettiamolo, diciamolo una volta per tutte di non volere uno Stato che eserciti davvero il monopolio della forza: solo agenti che si espongono al rischio, che possono essere processati e condannati.
Carne da macello.

In casi come quello di Torino un poliziotto dovrebbe avere la certezza di potersi difendere usando le armi per proteggersi, senza spendere un secondo e un euro per difendersi dalle accuse di un magistrato.

E se il poliziotto avesse sparato per difendersi, oggi avremmo avuto mezzo Parlamento a chiedere le dimissioni di Questore, Prefetto e Ministro e ovviamente l’accusa di omicidio volontario per il poliziotto.
Mi ribello dinanzi ad un sistema che “disarma” psicologicamente e giuridicamente le forze dell’ordine, rendendole prede dei delinquenti.

E che tale sistema sia figlio della politica di sinistra lo sappiamo e lo denunciamo da sempre, ma siamo al Governo da 3 anni e a parte qualche piccolissimo risultato, la destra cosa ha fatto per difendere Alessandro e i suoi colleghi?
Gli Italiani non ci hanno votato per esprimere solidarietĂ  e fare comunicati stampa.
https://x.com/roxsasso/status/2018039131088027900