Agenti aggrediti con martelli e cacciaviti dopo tentato furto, arrestati tre georgiani

Agenti aggrediti con martelli e cacciaviti

Prima hanno tentato un furto in un appartamento poi, per scappare, hanno aggredito gli agenti utilizzando martelli e cacciaviti che avevano con loro. Una resistenza però vana perché la banda di ladri è stata bloccata. È quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica nel quartiere Don Bosco, zona est di Roma, dove tre uomini sono finiti in manette dopo momenti di alta tensione.

I fatti

L’episodio si è verificato intorno alle 2:40 del mattino in viale dei Consoli. I tre uomini, due 37enni e un 39enne di nazionalità georgiana, sono stati sorpresi mentre tentavano di forzare la porta di un’abitazione. Il gruppo era sotto osservazione da parte di personale in borghese e in divisa, intervenuto tempestivamente per bloccare l’azione criminosa.

Alla vista degli agenti, i tre hanno reagito violentemente, scatenando una colluttazione sulle scale del condominio. Per guadagnarsi la fuga, gli indagati hanno colpito i poliziotti con calci e pugni, utilizzando anche martelli e cacciaviti sottratti al kit da scasso in loro possesso. Nonostante la resistenza opposta, i tre sono stati immobilizzati e condotti in ufficio.
Il metodo dei “segnali”

Durante le perquisizioni, è emersa la tecnica utilizzata per pianificare il colpo. Gli uomini utilizzavano dei sottili filamenti di colla applicati tra il battente e lo stipite della porta. Questo accorgimento permette di verificare se l’abitazione sia effettivamente vuota: se il filo di colla rimane intatto dopo 24 ore, l’appartamento viene considerato “sicuro” per tentare l’effrazione.

Gli accertamenti sulle identità

Sono in corso verifiche approfondite per risalire alle reali identità dei tre arrestati. Gli investigatori stanno incrociando i dati dei documenti con le banche dati internazionali, seguendo il consolidato modus operandi di numerose bande attive sul territorio: spesso, in caso di arresto e successiva espulsione, i soggetti tornano in Georgia, cambiano legalmente le proprie generalità e fanno rientro in Italia sotto falso nome per eludere i controlli.

I tre indagati devono ora rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che di tentato furto.

www.romatoday.it

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