Prima i volantini in nome di Allah, ora i comizi elettorali in bengalese. Accade in Italia, a Venezia, in vista delle elezioni del Consiglio comunale
di Giulia Sorrentino – La protagonista, in questo caso, è Miah Rhitu (Pd) che tiene un discorso in lingua straniera davanti a una platea in cui di italiani non c’è nemmeno l’ombra. Ma, come scrive lei sul proprio profilo Facebook (lo abbiamo tradotto perchĂ© anche questo post non era in italiano) “vogliamo una Venezia dove ogni persona sia ascoltata e tutti i problemi siano risolti. Sono Miah, per tutelare i diritti della nostra comunitĂ e dare la nostra voce in Consiglio comunale. Bisogna unirsi per costruire una Venezia inclusiva e migliore. Le vostre preghiere e il vostro sostegno sono la mia forza per andare avanti”.
In un post precedente ha spiegato che “a chi mi dice torna a casa tua, rispondo con un sorriso: sono giĂ a casa. Non sono un’ospite”. Tutto legittimo, se non fosse che qui gli unici a sentirsi potenzialmente esclusi sono proprio gli italiani e, fino a prova contraria, Venezia è una cittĂ italiana. Per cui, in primis, chi si candida per rappresentare una determinata cittĂ o regione, dovrebbe quantomeno affrontare le tematiche inerenti all’intera comunitĂ , non solo battersi per uno spicchio di essa.
Ed è per questo che non siamo davanti a forme di razzismo, questa è solo la scusa che viene avanzata per mascherare il reale problema rappresentato dall’Islam politico, il cui progetto si sta perfettamente attuando anche grazie al colpevole immobilismo degli italiani.
A commentare il trend dei candidati islamici è l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint: “Vogliono usarci per sostituirci, e lo fanno tramite la sinistra e il Pd, che, facendo da taxi agli islamisti, tradiscono e svendono l’Italia. L’unico vero interesse dei candidati islamici nel nuovo partito teocratico di Elly Schlein è quello di entrare nelle istituzioni per sovvertire la democrazia e scalare il Paese”.
Ma c’è anche Kamrul Syed, candidato come consigliere in quota Pd alle medesime elezioni. Proprio lui ha reso noto il suo programma elettorale. Se i cittadini dovessero far sì che ricopra quella carica, infatti, ha detto che “chiederemo un terreno per i ragazzi (maschi) musulmani dove potranno giocare cricket e altri giochi di squadra“, sia mai che le donne vengano prese in considerazione.
Poi avanzerĂ una richiesta “per farci dare un parco dove costruire una moschea, perchĂ© i 7/8 centri culturali che ci sono non ci bastano” e, perchĂ© no “cercheremo di farci dare un terreno dove costruire un cimitero islamico” e faremo “richiesta per la costruzione di un monumento ai martiri (della guerra della liberazione del Bangladesh) in un parco inutilizzato dagli italiani nelle vicinanze della stazione”. Insomma, una piccola Mecca, la chiameremo Laguna Califfale.
“Voi pregherete per noi e ci aiuterete. Cercherò di lavorare sui diritti degli espatriati e del Bangladesh”, è il tono dei messaggi da campagna elettorale. Anche lui scrive e parla rigorosamente in lingua straniera: perchĂ© si rivolge ai musulmani votanti che sono in costante crescita. Quale beneficio potrebbero, quindi, trarne gli italiani, se vengono estromessi giĂ in questa fase? Un altro esempio ce lo regalano le elezioni di Agrigento, che si svolgeranno nei medesimi giorni, ovvero il 24 25 maggio.
Carmela Lombardi (convertita), sul suo manifesto scrive che “Dio è uno solo: Allah per il musulmano, Dio per il cristiano, ma sempre lo stesso unico Creatore. Così deve essere anche per noi: un solo interesse sopra tutto”. Le loro prioritĂ sono abbastanza chiare, purtroppo.

