Porta illegalmente dal Marocco un cane malato di rabbia, vaccinazione per 5mila animali

cane malato di rabbia

Tutti i cani e i gatti dovranno essere sottoposti a vaccinazione antirabbica presso gli ambulatori veterinari

Un cane arrivato illegalmente dal Marocco è risultato positivo alla rabbia dopo la comparsa di gravi sintomi neurologici. L’animale è stato soppresso e il virus è stato confermato dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. L’Ulss 2 di Treviso ha disposto la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti gli animali domestici nel Comune di Vittorio Veneto.

L’importazione illegale

Un caso di rabbia accertato in un cane meticcio ha fatto scattare l’allerta sanitaria a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, dove le autorità hanno disposto la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e i gatti domestici presenti nel territorio comunale. L’animale, appartenente a una cittadina residente nella frazione di San Giacomo di Veglia, era stato portato in una clinica veterinaria dopo la comparsa di sintomi neurologici compatibili con la malattia.

Solo in seguito agli approfondimenti effettuati dai veterinari e dai servizi sanitari è emerso che il cane era stato introdotto illegalmente in Italia alcuni mesi fa, dopo essere stato prelevato in Marocco da un familiare della proprietaria durante un viaggio turistico.

La scoperta della malattia

Il caso è stato segnalato mercoledì scorso da una clinica veterinaria del territorio. I medici veterinari, insospettiti dalla sintomatologia nervosa mostrata dall’animale, hanno immediatamente avviato gli accertamenti previsti dai protocolli sanitari.

Durante la ricostruzione anamnestica, i familiari della proprietaria hanno riferito che il cane proveniva dal Marocco, Paese dove la rabbia è ancora endemica. Considerata la gravità del quadro clinico e il potenziale rischio sanitario per persone e animali, è stata presa la decisione di sottoporre il cane a eutanasia.

L’animale è stato quindi trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), centro di referenza nazionale per la rabbia, che ha confermato sia la diagnosi sia l’origine marocchina del ceppo virale.

L’intervento dell’Ulss e il tracciamento dei contatti

Immediatamente dopo la conferma del caso, il Servizio Igiene e Sanità Pubblica e il Servizio Sanità Animale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana hanno avviato le indagini epidemiologiche per individuare tutti i possibili contatti avuti dal cane nelle due settimane precedenti alla comparsa dei sintomi.

Le persone esposte sono state sottoposte alla profilassi post-esposizione, trattamento considerato efficace per prevenire lo sviluppo della malattia. I cani che potrebbero essere entrati in contatto con l’animale infetto saranno invece mantenuti sotto osservazione veterinaria in strutture adeguate dell’Ulss.

Per motivi precauzionali, l’azienda sanitaria ha inoltre invitato tutti i proprietari di animali domestici che ritengano di aver avuto contatti con il cane malato a rivolgersi ai servizi veterinari territoriali.

Vaccinazione obbligatoria in tutto il Comune

Di fronte al rischio sanitario, il Comune di Vittorio Veneto e l’Ulss 2 hanno deciso di estendere le misure preventive a tutto il territorio comunale. Tutti i cani e i gatti dovranno quindi essere sottoposti a vaccinazione antirabbica presso gli ambulatori veterinari.

Nelle prossime ore il Comune emanerà un’ordinanza con le indicazioni operative rivolte ai proprietari degli animali, comprese modalità e tempi per effettuare la vaccinazione.

“Il caso è stato seguito fin dall’inizio con il massimo scrupolo e nel giro di un paio di giorni sono stati mappati tutti i possibili contatti, sia a livello umano che animale”, ha dichiarato il direttore generale dell’Ulss 2, Giancarlo Bizzarri.

“Ritengo quindi di poter dire che non c’è alcun motivo di preoccupazione per la popolazione vittoriese. Per chiunque avesse dubbi o informazioni da chiedere sono a disposizione i contatti telefonici forniti dall’Ulss”, ha aggiunto.

Che cos’è la rabbia

La rabbia è una malattia virale che si trasmette attraverso il contatto diretto tra animali infetti e, più raramente, dall’animale all’uomo. Una volta comparsi i sintomi clinici, la malattia può avere conseguenze gravissime e spesso letali.

Per questo motivo le autorità sanitarie sottolineano l’importanza della prevenzione e della tempestiva individuazione dei contatti a rischio.

L’Ulss 2 ha inoltre rivolto un appello ai cittadini che viaggiano all’estero, invitandoli a evitare interazioni con animali randagi nei Paesi dove la rabbia è ancora diffusa, in particolare in numerose aree extraeuropee.

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