Imola, 28 gennaio 2026 – Torna a farsi complicata la situazione del pronto soccorso all’ospedale Santa Maria della Scaletta. A pagarne le conseguenze è stata in questi giorni una 97enne alla quale alla fine è stata diagnosticata una severa polmonite, ma che ha dovuto attendere un giorno e mezzo prima di essere ricoverata in reparto.
Numerosi accessi di pazienti
Il contesto restituito dai numeri forniti dall’Ausl è del resto chiaro: tra domenica e lunedì scorsi, il pronto soccorso ha registrato un afflusso particolarmente elevato di persone, con quella che l’Azienda sanitaria ha definito ieri una “quota significativa di bisogni assistenziali complessi e conseguente necessità di ricoveroâ€.
In particolare, domenica gli accessi sono stati 134, con 22 ricoveri; lunedì gli accessi sono saliti a 146, con 24 persone – in molti casi anziane – per le quali si è reso necessario il ricovero. Tale contingenza, legata secondo l’Ausl “in larga parte al protrarsi del picco epidemico stagionaleâ€, ha determinato a detta della stessa Azienda sanitaria “oggettive difficoltà nel reperimento immediato di posti letto nei reparti e, di conseguenza, una permanenza di alcune persone assistite in pronto soccorso superiore a quelli che sono gli standard del nostro ospedaleâ€.
“L’anziana è stata costantemente monitorataâ€
Nel caso della 97enne, arrivata al Santa Maria della Scaletta attorno alle 3.30 della notte tra domenica e lunedì, l’inquadramento diagnostico è stato completato nelle prime ore della mattina di lunedì. Il trasferimento in reparto è avvenuto però solo nel primo pomeriggio di ieri, “non appena si è resa disponibile una collocazione appropriata e coerente con il quadro clinicoâ€, ricostruiscono sempre dall’Ausl, assicurando tuttavia come, durante l’intera permanenza in pronto soccorso, la 97enne sia stata “costantemente monitorata, rivalutata e assistita dal personale sanitario, che ha garantito continuità delle cure e sicurezza clinica, pur in un contesto organizzativo reso complesso dall’elevata pressione assistenziale e dall’età avanzata della persona stessaâ€.
Cosa ha detto l’azienda sanitaria
Detto questo, l’Azienda sanitaria si dice “consapevole del disagio che situazioni di questo tipo possono comportare per le persone assistite e per i loro familiariâ€, rimarcando tuttavia come in “circostanze eccezionali†come quelle fin qui descritte i “vincoli logistici legati alla disponibilità dei posti letto non sono sempre immediatamente superabili. Tali criticità – dichiara ancora la direzione dell’Ausl – vengono affrontate e compensate attraverso il costante impegno e la presa in carico responsabile da parte di tutte le équipe ospedaliere, in particolare del Pronto soccorso, a tutela della sicurezza e dell’appropriatezza delle cure. Ed è appunto doveroso ricordarci dell’impegno e della professionalità che i nostri operatori esprimono quotidianamente, soprattutto in circostanze come questeâ€.
Carenza di personale
Nel recente passato, molto si è discusso però anche della carenza di personale al pronto soccorso. E anche domenica notte, secondo quanto riferito dagli stessi operatori in servizio, i medici di turno erano solo due, anziché i quattro previsti.
“Quanto accaduto mostra delle lacune nel sistema sanitario imolese che contrastano con i piani regionali – incalza non a caso Giuseppe Rago, coordinatore della Uil locale –. Si ‘ripara’ assoldando infermieri dai reparti per farli lavorare in simil-alp, mentre languono i posti letto per le emergenze. Abbattere le liste quando poi in attesa rimangono pazienti in emergenza serve a migliorare i dati statistici, ma non le condizioni di accoglienza di chi ricorre al pronto soccorso per cure urgentiâ€.
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