Una detenuta ha sradicato lavandini e danneggiato tre celle del carcere di Rebibbia. Una situazione che, come raccontato da Massimo Costantino (segretario Fns Cisl Lazio), si è venuta a creare nell’istituto femminile “Germana Stefanini” in via Bartolo Longo.
Protagonista una 40enne moldava, che – ha indicato Costantino “sta creando non poche difficoltà”. Il sindacalista, a tal proposito, ha ricordato che nell’istituto al momento sono presenti 369 detenute invece delle 272 previste. “Il sovraffollamento dei 14 istituti della regione del Lazio – ha proseguito – risulta essere di 1.390 detenuti considerato che 6.702 risultano essere i detenuti reclusi, dato del ministero della giustizia aggiornato al 30 novembre 2025, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di 5.312”.
“Garantire e tutelare il personale”
Per la Fns Cisl Lazio, ha evidenziato, “vi è la necessità di medici psichiatrici h24 negli istituti per detenuti con problemi compresi quelli mentali. Occorre garantire e tutelare il personale, affinché si possano migliorare le condizioni lavorative. Per ottimizzare la condizione di lavoro del personale che opera per l’amministrazione penitenziaria, per la giustizia minorile e di comunità, servono investimenti sulle strutture in cui insistono gli ambienti di lavoro spesso vetusti e privi di tutte le necessarie previsioni utili a garantire salubrità, sicurezza e igiene. Sia per chi ci lavora, sia per chi è costretto a viverci per effetto delle sentenze penali che li riguardano”.
Secondo la Fns Cisl Lazio, ha concluso, “occorre che detenuti che creano criticità all’interno delle carceri, come nel caso di specie, siano trasferiti in altro luogo e vi è la necessità nel Lazio di avere più reparti come la struttura complessa di medicina protetta “Sandro Pertini” o Belcolle di Viterbo, poiché solo questi non bastano a coprire le reali esigenze”.
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PIAZZA LIBERTA’: gli immigrati detenuti devono scontare la pena nelle carceri dei loro Paesi

