Lâavvocato e giurista Carlo Taormina ha annunciato sui Social una denunzia penale contro il governo e le autoritĂ mediche italiane. Motivo della denunzia? La gestione disastrosa dellâemergenza coronavirus.
Carlo Taormina annuncia su Fb
âOggi â scrive lâex sottosegretario alla Giustizia â sono occupato perchĂ© devo scrivere la denunzia da presentare alla Procura di Roma contro questi cialtroni di governanti e questi tromboni di medici che hanno sulla coscienza 6000 morti per averci chiuso in casa con un mese di ritardo. Il problema sarĂ di trovare magistrati che non siano conniventi col potere e che quindi come al solito vogliamo coprire queste gravissime responsabilitĂ . VorrĂ dire che denunzieremo anche i magistrati che non dovessero fare il loro dovere. Da cittadini rispettosi delle istituzioni, abbiamo il dovere di fidarci e quindi di provareâ.
Proprio in queste ore, si sgretola il muro del âSiamo stati braviâ del governo. Il virologo Massimo Galli, molto onestamente, spiega che lâItalia ha sbagliato nella gestione iniziale. «In Giappone, sono riusciti a circoscrivere il virus per tempo. Hanno individuato velocemente i contagiati, li hanno isolati e hanno ricostruito i loro contatti. In Italia invece lâ infezione ha circolato almeno per un mese senza che ce ne rendessimo conto. Quando tutti, me compreso, pensavamo di essercela cavata, ecco che siamo stati presi alle spalle».
âColpevole ritardo nelle misure del governoâ – Un atto dâaccusa altrettanto duro arriva dal Fatto quotidiano. âSapevano dallâ inizio di dover rafforzare le terapie intensive, fin âdai primi di febbraioâ come dice il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanitĂ . Ma Ăš passato un mese prima che il ministero della Salute avviasse lâ acquisto di apparecchi ventilatori. Solo il 5 marzo la Protezione civile ha ricevuto lâ indicazione di comprarne 2.325; solo il giorno dopo Ăš partito il bando Consip per altri 5.000 macchine per la terapia intensiva e subintensiva (gli ormai noti caschi Cpap) ma le consegne non potevano essere immediate e infatti sono ancora in corsoâ.

