Rapine violente a Bologna, presi presunti autori: tutti stranieri

carabinieri arresto

Una scia di rapine avvenute tra le vie del centro storico di Bologna, tra colpi alla gola per strappare collanine d’oro, aggressioni all’alba e minacce ravvicinate con bottiglie di vetro spaccate, è stata interrotta dai carabinieri del Nucleo operativo Bologna Centro, che alla fine delle indagini sono riusciti ad arrivare alla banda, arrestando due persone in carcere e denunciandone altre sette a piede libero. Tutte ritenute responsabili di tre colpi avvenuti tra la zona universitaria, piazza XX Settembre e via Amendola.

Per un ragazzo tunisino di 19 anni è scattato l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria per la rapina avvenuta il 29 marzo in piazza Aldrovandi, dove un ragazzo italiano di 21 anni è stato avvicinato e colpito con violenza al collo dal rapinatore che gli ha strappato la catenina d’oro prima di fuggire, facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe. A incastrarlo sono state le immagini di videosorveglianza incrociate con i successivi riscontri fotografici effettuati dal giovane aggredito.

A distanza di due settimane, un’altra rapina in piazza XX Settembre. Alle prime luci dell’alba del 12 aprile, un bolognese di 51 anni è stato accerchiato da tre giovanissimi. Uno del branco lo ha aggredito e percosso brutalmente per strappargli il portafoglio e rubare la carta di credito. Anche in questa circostanza l’occhio elettronico del Comune ha permesso di dare un nome ai tre presunti responsabili, tutti di nazionalità tunisina: due diciannovenni, ora sottoposti all’obbligo di firma, e un minorenne di soli 17 anni.

Sono stati invece portati in carcere due dei cinque cittadini nigeriani, di età tra i 24 e i 41 anni, identificati nella banda che il pomeriggio del 13 aprile, in via Amendola, ha rapinato un uomo di 44 anni accerchiandolo e minacciandolo con una bottiglia prima di rubargli lo smartphone. I militari sono ancora sulle tracce dei tre complici rimasti per ora irreperibili.

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