Che batosta! La Cgil non firma gli integrativi, chiede i danni e perde in tribunale

Maurizio Landini Cgil

Figuraccia totale per Maurizio Landini e la Cgil

Oggi stesso il leader del sindacato diceva all’assemblea della Confindustria: “Il tema dei salari bassi sollevato da Orsini? La presidente del Consiglio non ha parlato del tema, questo è un problema perché l’aumento dei salari è un tema fondamentale. Oggi c’è un’emergenza e l’aumento dei salari significa cancellare le forme di precarietà nel lavoro, significa restituire il fiscal drag, fare una riforma fiscale degna di questo nome e mettere in campo dei veri aumenti salariali…”.

Belle parole, che però rimangono tali. Infatti, quando bisognava passare all’azione, la Cgil non solo era rimasta ferma, ma si era addirittura opposta. Il riferimento è alla proposta della Regione Lazio sui contratti integrativi. Contratti che il sindacato di Landini non aveva firmato facendo ricorso al Tribunale del Lavoro. In aula è però arrivata una dura batosta per Landini & Co.

“Il tribunale del Lavoro di Roma ha integralmente respinto un ricorso della Cgil per presunta condotta antisindacale e mancanza di informazione da parte della Regione Lazio, a proposito della contrattazione integrativa sul CCNL sanità 2022-2024. La sigla guidata da Landini, oltre all’accesso al tavolo integrativo, chiedeva anche 100 mila euro di risarcimento“, scrive il Foglio. Nel dispositivo il giudice del lavoro dice che nell’attività della Regione Lazio non vi è stato “alcun atto diretto a impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale”.

Insomma, il giudice sostiene che la Cgil vorebbe operare in contrasto con i principi della contrattazione. La questione ha suscitato la rabbia della Cisl del Lazio, che ha attaccato il sindacato di Landini: “Difenderemo la corretta applicazione e la legittimità della legge che regola l’organizzazione della Pubblica amministrazione da 25 anni e i contratti collettivi nazionali che disciplinano le relazioni sindacali riservandole ai soli firmatari dei contratti. Noi ci siamo nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico”.

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