“Wired Italia cesserĂ la pubblicazione”. Con una nota ufficiale diffusa il 16 aprile 2026, l’amministratore delegato di CondĂ© Nast, Roger Lynch, ha annunciato un piano di riallineamento strategico che prevede la cessazione delle attivitĂ editoriali di Wired Italia. La chiusura di un’era per il giornalismo tecnologico e dell’innovazione in Italia.
La decisione rientra in una manovra piĂą ampia volta a ottimizzare il portafoglio del gruppo editoriale e a garantire una crescita sostenibile nel lungo periodo. Secondo quanto dichiarato da Lynch, nonostante Wired rimanga un marchio globale di estrema rilevanza, l’edizione italiana “non ha tenuto il passo con i ritmi di crescita registrati in altri mercati chiave, come Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, Giappone e Messico”. La chiusura arriva in una fase delicata per l’editoria e cade simbolicamente nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti italiani, circostanza che ha reso l’annuncio ancora piĂą pesante nel settore.
La scelta di Roger Lynch
Secondo il Ceo di CondĂ© Nast, Wired Italia – insieme ad altre testate del gruppo coinvolte nella ristrutturazione (come Self e alcune edizioni locali di Glamour) – rappresentava una quota di poco superiore all’1% del fatturato totale del gruppo editoriale e pertanto è stata ritenuta una realtĂ poco redditizia “limitando la capacitĂ del gruppo di investire in aree e idee con maggiori prospettive di sviluppo futuro”.
La chiusura delle attività editoriali non comporterà la scomparsa totale del marchio dal territorio europeo. Lynch ha infatti confermato che Wired Consulting e i grandi eventi dal vivo continueranno a operare. La gestione di queste attività passerà però sotto il coordinamento principale del team di Wired nel Regno Unito.
Ristrutturazione globale e intelligenza artificiale
Come detto, il ridimensionamento non colpisce solo l’Italia: CondĂ© Nast ha avviato la chiusura delle operazioni di pubblicazione di Glamour in Germania, Spagna e Messico, mentre la testata Self cesserĂ di esistere come pubblicazione digitale indipendente per essere integrata all’interno di Allure e Glamour. A guidare questi cambiamenti è anche la rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta spingendo il colosso dei media a ristrutturare la propria organizzazione tecnologica per renderla piĂą agile e veloce nell’innovazione dei prodotti.
“Queste scelte riflettono il modo in cui stiamo allineando i nostri marchi e la nostra tecnologia verso le opportunitĂ piĂą forti che ci attendono”, ha commentato Lynch, sottolineando come la decisione non sia un giudizio sulla qualitĂ del lavoro svolto dai team locali.
I tagli iniziati nel 2025
Dall’anno del suo approdo in Italia, era il 2009, Wired ha rappresentato un punto di riferimento per il racconto degli impatti della tecnologia nella vita di tutti i giorni, provando a portare temi spesso considerati di nicchia dentro il dibattito pubblico piĂą largo.
L’azienda si è impegnata a gestire la transizione dei dipendenti e dei collaboratori coinvolti dalla ristrutturazione aziendale in Italia attraverso il supporto diretto del proprio team dedicato alle risorse umane. Per tanti, è stato come un fulmine a ciel sereno e nessuno si aspettava una simile decisione. Tuttavia quella che è stata una rivista tecnologica iconica è da tempo al centro di una ristrutturazione globale. Nel Regno Unito era giĂ stata sospesa l’edizione cartacea mentre il team redazionale aveva visto giĂ sette tagli a fine 2025, tra cui diverse figura di rilievo.
Nessun commento per ora dal direttore dell’edizione italiana, Luca Zorloni.

