È ancora tanto il dolore per i componenti di quella che è stata ribattezzata come Famiglia nel bosco
di Federico Garau – Nonostante gli incontri, le dichiarazioni e gli impegni, Nathan e Catherine sono ancora lontani dai loro figli e i piccoli, in questo momento, non godono neppure di buona salute. A quanto pare, infatti, i bambini avrebbero la febbre.
Il caso, che ha ricevuto l’attenzione di tutto il Paese, valicando anche i confini nazionali, è ancora distante dal raggiungere una vera e propria soluzione. Tuttavia, il Comune di Palmoli sta cercando di fare il possibile per riunire la famiglia. Grazie a una delibera della giunta, un alloggio destinato a finalità sociale edificato nell’area del campo sportivo è stato concesso ai due coniugi, che potranno usufruirne gratuitamente per due anni. Lì potranno essere accolti anche i bambini. Chiaramente si tratta di una sistemazione temporanea.
La speranza è che questa mossa, unita all’incontro tra Nathan e l’assistente sociale Veruska D’Angelo, possa sbloccare la situazione. Nathan potrebbe riottenere presto la potestà genitoriale e questo cambierebbe in positivo le cose.
La concessione di un alloggio da usare come casa è vincolata all’obbligo, da parte di Nathan e Catherine, di avviare i lavori di ristrutturazione e adeguamento igienico-sanitario del casolare nel bosco dove abitavano con i figli. Entro sei mesi il progetto deve arrivare sul tavolo del Comune. Oltre a ciò, l’amministrazione locale si è detta disposta a sostenere le spese per la scuola parentale dei bambini, che potranno presentarsi a un doposcuola per 2-3 giorni a settimana. Queste misure sono tutte volte a favorire il ricongiungimento della famiglia.
La situazione, infatti, si sta facendo sempre più straziante. Catherine è stata allontanata dai propri figli e non può essere al loro fianco. I bambini, però, stanno male, e in questo momento hanno addirittura la febbre. La donna, stando a quanto riferito da chi le è vicino, è disperata e la notte non riesce a dormire.
“Catherine è una madre che non può contenere il dolore di una separazione così dura e incomprensibile. Dobbiamo restituire a Catherine la dignità e accompagnare il suo dolore, scambiato superficialmente come ostilità .
Quale madre potrebbe stare tranquilla in una situazione simile?”, ha fatto presente lo psichiatra Tonino Cantelmi, come riportato da Il Messaggero. “Saperli ammalati e non poterli consolare mi distrugge”, sarebbero state le parole della donna.
Inidoneità genitoriale? Non idonei sono i servizi sociali e i giudici! PIAZZA LIBERTA’

