Covid, Oms aggiorna le strategie vaccinali

Oms Tedros

L’Oms aggiorna le strategie: richiami Covid semestrali per i fragili

Due dosi di vaccino anti-Covid all’anno per i gruppi a più alto rischio di malattia grave, introduzione del vaccino coniugato contro il tifo nei contesti ad alta o molto alta incidenza e possibilità di ridurre le dosi di vaccino orale antipolio nei Paesi a basso rischio di importazione.

Come riporta quotidianosanita.it, sono queste le principali indicazioni emerse dalla riunione del Gruppo Strategico Consultivo di Esperti (Sage) sull’immunizzazione dell’Oms, tenutasi dal 9 al 12 marzo scorsi (il rapporto completo sarà pubblicato nel Weekly Epidemiological Record il 29 maggio prossimo).

Il Sage indica quindi che i Paesi dovrebbero considerare la vaccinazione anti-Covid-19 in base all’epidemiologia locale, alle caratteristiche della popolazione, all’accesso ai vaccini, al rapporto costo-efficacia, all’accettabilità e alla fattibilità dei programmi.

In particolare, i Paesi dovrebbero considerare la vaccinazione routinaria dei gruppi a più alto rischio di malattia grave: anziani più fragili; anziani con comorbidità significative o obesità grave; residenti in strutture assistenziali e di lungodegenza; persone di età pari o superiore a 6 mesi moderatamente o gravemente immunocompromesse. Per questi gruppi, sia non vaccinati sia già vaccinati (con ultima dose da oltre sei mesi), sono indicate due dosi all’anno a distanza di sei mesi, tenendo conto anche del rapporto costo-efficacia e della fattibilità dei programmi, alla luce della riduzione della protezione oltre i sei mesi dall’ultima dose.

I Paesi possono inoltre considerare la vaccinazione routinaria di altri gruppi – tra cui anziani senza comorbidità, adulti, adolescenti e bambini con comorbidità rilevanti o obesità grave, e operatori sanitari e dell’assistenza – con almeno una dose all’anno, sulla base del contesto locale e della sostenibilità.

Per le donne in gravidanza, sia non vaccinate sia già vaccinate (ultima dose da oltre sei mesi), è indicata una dose per ogni gravidanza, in qualsiasi fase (idealmente nel secondo trimestre), con l’obiettivo di proteggere la madre, prevenire esiti avversi della gravidanza e proteggere il neonato nei primi mesi di vita.

La vaccinazione dei bambini sani tra 6 e 23 mesi, se non precedentemente vaccinati, è indicata solo nei Paesi con un carico significativo documentato in questa fascia d’età, senza raccomandazione di rivaccinazione routinaria.

Tutte queste indicazioni, sottolinea il Sage, contribuiranno alla definizione del nuovo Position Paper Oms sui vaccini anti-Covid, previsto nel 2026.