Pugno in faccia alla capotreno, si valuta espulsione al posto della condanna per un senegalese

rapina in treno

Como – La sera del 21 novembre aveva aggredito con un pugno in faccia una capotreno, finendo in carcere con le accuse di violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali

Ieri è proseguito il processo a carico di Ibrahima Balde, senegalese di 34 anni, tuttora detenuto, che tuttavia nel frattempo è stato sottoposto a una valutazione psichiatrica, che lo ha dichiarato parzialmente incapace di intendere. Ieri in aula è stata ascoltata la viceconsole del Senegal, nella prospettiva di valutare l’espulsione dall’Italia con rientro in Senegal, in commutazione della condanna. Una possibilità che, secondo la viceconsole, potrebbe essere percorribile, previa valutazione di alcune criticità.

La prima riguarda il fatto che l’imputato aveva già espresso in passato la volontà di fare ritorno a casa, e il Consolato si era attivato procurandogli biglietti aerei, di cui lui non aveva però usufruito, decidendo di rimanere in Italia. Il secondo aspetto riguarda il suo stato di salute, e la possibilità di cura che gli potrebbe essere garantita in Italia, ma non in Senegal. La decisione su come procedere è stata rinviata alla prossima udienza, nel frattempo Balde riamane in carcere.

L’aggressione era avvenuta sul treno partito dalla stazione di Milano Porta Garibaldi: quando la capotreno, una donna di 44 anni, gli aveva chiesto il biglietto, lui l’aveva prima insultata e poi colpita al volto con un pugno. Una volta arrivati alla stazione di Como San Giovanni, l’uomo era stato arrestato dalla polizia, che nel frattempo era stata allertata, e lo aveva rintracciato sul convoglio, nonostante il suo tentativo di allontanarsi e nascondersi tra gli altri passeggeri. La capotreno era invece stata medicata e dimessa dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni, per un ematoma al volto e al labbro.
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