CONEGLIANO (TREVISO) – Sono sette le persone denunciate per l’aggressione al militare americano della base di Aviano e alla ragazza fuori da un club privato di piazza Calvi a Conegliano lo scorso 28 dicembre 2025. Si tratta di cittadini albanesi di età compresa tra i 19 e i 41 anni residenti, o domiciliati, nei comuni di Codognè, Godega di Sant’Urbano, Mareno di Piave, Santa Lucia di Piave e Gorgo al Monticano. L’esecuzione dei decreti di perquisizione personale e domiciliare emessi dalla Procura è stata portata a termine nella mattinata di giovedì 9 gennaio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile – aliquota operativa, con il supporto dei militari della Tenenza di Oderzo e delle Stazioni di Conegliano, Susegana e Codognè.
L’aggressione
L’episodio ha visto coinvolta una coppia, un militare statunitense di 28enne in servizio presso la base militare statunitense di Aviano, e una ragazza 37enne di origine albanese, che sarebbe stata accerchiata e colpita da più persone, una delle quali armata di coltello, riportando lesioni tali da rendere necessario il ricorso alle cure mediche. Il militare americano, in particolare, aveva riportato una ferita da arma da taglio per fortuna non letale.
L’indagine
L’articolata attività d’indagine sviluppata dai carabinieri ha consentito di raccogliere gravi indizi a carico degli indagati. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti capi di abbigliamento compatibili con quelli indossati durante l’aggressione, ritenuti di interesse investigativo. Tutti i soggetti sono stati denunciati per il reato di lesioni personali aggravate.
La perquisizione
Nel corso delle operazioni, a carico di uno degli indagati, un uomo di circa 41 anni, sono stati inoltre rinvenuti circa 50 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e una pistola scacciacani priva del tappo rosso. Lo stesso è stato denunciato anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria, costantemente informata sull’evolversi delle attività investigative che hanno consentito l’adozione del provvedimento di perquisizione eseguito a carico degli indagati.
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