Cambiano le regole per il reclutamento delle forze armate e per le progressioni di carriera
Il governo ha tracciato la strada con un decreto legge che contiene modifiche al Codice dell’ordinamento militare sul sistema di reclutamento e sulle progressioni di carriera. C’è stato il primo ok del Consiglio dei ministri nella seduta dell’11 dicembre, quella in cui c’è stato anche il via libera al decreto Milleproroghe. Lo scopo è “il raggiungimento progressivo, entro il 2033, delle dotazioni organiche complessive del personale militare (Esercito, Marina, Aeronautica), fissate a 160.000 unitĂ , garantendo un rapporto funzionale fra categorie e ruoli improntato a efficienza e organicitĂ ”. Capiamo cosa è stato stabilito.
Cosa cambia per il reclutamento delle forze dell’ordine
A spiegare le principali decisioni adottate è una nota di Palazzo Chigi. Si annuncia “la revisione della carriera degli ufficiali con rimodulazione del percorso formativo in Accademia (nomina ad aspirante al secondo anno e Sottotenente al terzo) e riconoscimento del trattamento economico iniziale agli aspiranti”. C’è poi l’armonizzazione “delle ferme marescialli, con l’introduzione di una ferma obbligatoria di 5 anni per gli allievi reclutati tramite concorso pubblico” e ancora si procede con “l’ampliamento dell’accesso dei volontari in ferma prefissata ai concorsi straordinari per il ruolo sergenti”.
Ci sono anche misure transitorie che innalzano fino al 2033 il limite d’etĂ a 40 anni per l’accesso ai concorsi ufficiali per il personale giĂ in servizio, e prevedono concorsi straordinari per il transito nei ruoli marescialli per i militari in possesso di specifiche lauree. A queste si aggiungono concorsi straordinari per sergenti, aperti fino al 2030 anche a personale civile (con diploma ed etĂ non superiore a 32 anni), “in presenza di specifiche esigenze funzionali”.
Leva volontaria
Il tema del reclutamento delle forze armate era stato riaperto formalmente nelle scorse settimane dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che aveva parlato di una riforma della leva militare. Chiarendo, è bene ribadirlo, che resterà volontaria e non diventerà obbligatoria.
“Tutte le nazioni europee – aveva detto Crosetto – mettono in discussione quei modelli che avevamo costruito 10-15 anni fa e tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate. Ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva. Dovremmo porci il tema di una riflessione che in qualche modo archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare e in qualche modo porti a un suo aumento. Ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo”.
Crosetto ha ribadito però che la via è quella del passaggio in Parlamento perchĂ© “le regole in questo settore, nel settore della difesa, devono essere il piĂą condivise possibile e nascere proprio nel luogo di rappresentazione del popolo”.
www.today.it

