Traffico di migranti, smantellata rete criminale internazionale

Polizia di Frontiera

Una rete criminale internazionale specializzata nel trasporto illegale di migranti è stata smantellata tra Italia e Svizzera

In pochi mesi, nel 2024, sono stati documentati 37 episodi di traffico per un totale di 137 migranti, per lo più curdi, che in cambio di migliaia di euro a testa venivano fatti arrivare in Italia attraverso la rotta balcanica e, di qui, in direzione Francia, Germania e altri Stati del centro-nord d’Europa, valicando il confine italo-svizzero a Ponte Tresa.

L’indagine

Otto persone (sette di origine turca, una italiana) sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla polizia di Varese, coordinata dalla procura di Milano. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Varese e dall’ufficio federale di polizia svizzero (FedPol), con il coordinamento di EuroJust, ha svelato una struttura capillare. Il gruppo chiedeva tra i 6mila e i 7mila euro a persona per garantire l’ingresso illegale in Europa.

Le “case sicure” vicino alla frontiera

Il fulcro operativo era gestito da un cittadino turco residente in Italia. L’uomo coordinava i flussi verso il confine elvetico, fornendo istruzioni ai migranti su come eludere i controlli di frontiera. Prima del passaggio, gli stranieri venivano ospitati in case sicure a ridosso del confine, a Lavena Ponte Tresa. Da qui, i migranti attraversavano a piedi il valico pedonale per entrare in Svizzera, da soli o accompagnati dai membri della banda.

Tra aprile e settembre 2024, gli investigatori hanno documentato 37 episodi di traffico per un totale di 134 migranti, inclusi nuclei familiari con neonati. Complessivamente, nello stesso periodo, l’organizzazione avrebbe gestito l’arrivo illegale di circa 200 persone attraverso diversi valichi del nord Italia.

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