Copasir, Becchi: ‘Conte non la racconta giusta’

“Perché la Fox dice che Barr è tornato dopo ferragosto dall’ Italia con notizie utili, mentre Conte lo nega? D’altronde perché un secondo incontro, se era chiaro dal primo che l’Italia non aveva dati utili per gli americani? Conte non la conta giusta.”. Lo scrive il prof. Becchi su Twitter mostrando un video della Fox.

Secondo la Tv Usa FoxNews, il procuratore generale  William Barr e Durham avrebbero trovato in Italia prove del Russiagate contro Trump, che sarebbe stato montato a Roma nel periodo 2016-17 con i governi Renzi-Gentiloni

https://twitter.com/KasperCarlo_bis/status/1187330173621932032

Conte ieri ha parlato di ricostruzioni fantasiose. Oltre che al Copasir, “ho il dovere anche di fronte ai cittadini e all’opinione pubblica di riferire alcuni elementi di questa vicenda anche perché ha suscitato un tale clamore mediatico che ne sono nate una serie di ricostruzioni fantasiose che rischiano di gettare ombra anche sul nostro operato istituzionale e non possiamo permettercelo“.

il premier ha sottolineato la “piena correttezza” e “senza ledere nostri interessi nazionali” e che “anzi ci hanno consentito di chiarire con un alleato storico, a dispetto delle ricostruzioni giornalistiche, che non siamo alcun modo coinvolti in questa vicenda e quindi tutte le speculazioni non hanno colto nel segno”. Nel corso del secondo incontro, quello del 27 settembre, “è stato chiarito che, alla luce delle verifiche fatte, la nostra intelligence è estranea a questa vicenda. Abbiamo rassicurato interlocutori americani sulla nostra estraneità e questo ci è stato riconosciuto”. I due incontri, quelli del 15 agosto e quello del 27 settembre, “hanno avuto come esito quello di vedere acclarata l’estraneità della nostra intelligence“.

Se ci fossero stati illeciti – premette il presidente del Consiglio – io avrei avuto l’obbligo di segnalare all’autorità giudiziaria, avrei fatto scattare una denuncia” e la vicenda “avrebbe preso una piega diversa”. Le richieste pervenute da Barr “erano sull’intelligence americana di stanza a Roma, è chiaro che non venivano a chiedere a noi cosa fa la Fbi qui. C’era la possibilità che avessero lavorato con la nostra intelligence, abbiamo fatto le opportune verifiche” riscontrando che non era così.

“Per completare i chiarimenti – dice ancora Conte – tra le varie illazioni e opinioni anche legittime, qualcuno ha ipotizzato che io avrei voluto informare singoli ministri o leader di partito di questa interlocuzione” tra l’intelligence italiana e William Barr. “Io avverto la grande responsabilità” del mio ruolo anche sul comparto dei servizi di intelligence e “cerco di operare e assolvere questo compito sempre nel rispetto delle legge”. E la legge dice che “se io avessi informato persone non legittimate ad esserlo, avrei violato la legge“.

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