Approvato ddl sicurezza: no risarcimento ai rapinatori colpiti in casa per legittima difesa

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Il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge “‘Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell’Interno”, che introduce diverse novità, dalla movida ai cosiddetti “maranza”, fino all’abolizione del risarcimento del danno a carico di chi viene condannato per eccesso di legittima difesa. Una misura ispirata al caso del gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 sparando uccise i rapinatori, ritrovandosi una richiesta di 3,3 milioni di euro da parte dei loro familiari. Ecco nel dettaglio quali sono le principali modifiche.

Risarcimento e legittima difesa

Il testo approvato dal Cdm ritocca il codice civile. In particolare con l’articolo 7 viene escluso il risarcimento del danno se il fatto si verifica in occasione del compimento da parte del danneggiato di uno dei reati di cui agli articoli 609-bis (violenza sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 624-bis (furto in abitazione, furto con strappo e furto con destrezza in casi particolari), 628 (rapina), 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione) del codice penale.

Infine con il provvedimento si introduce la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni.

La proposta mira a estendere il novero delle circostanze aggravanti del reato di lesioni personali ”lievi o lievissime” per le quali è prevista la procedibilità d’ufficio, includendovi anche l’ipotesi delle lesioni personali nei confronti di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza ”nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”.

“Il nuovo ddl contiene una modifica al codice civile per cui viene esclusa la possibilità del risarcimento del danno nelle situazioni in cui il reato venga compiuto da parte del danneggiato – ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi -. Il classico caso è quello della rapina in casa e della reazione della vittima, con il tentativo di legittima difesa da parte del rapinato cui, come è successo in alcuni casi di cronaca, seguiva la condanna per eccesso colposo. Naturalmente si può essere condannati penalmente, ma senza risarcimento”. […]

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