Un volo dal decimo piano. A Scampia, quartiere alla periferia nord di Napoli, una bambina di 13 anni è morta nella tarda mattinata di mercoledì 8 luglio
In casa, al momento della tragedia, c’era la mamma della piccola. È accaduto tutto in pochi minuti, la 13enne ha raggiunto la sua camera da letto, poi ha aperto la finestra e si è lanciata. L’impatto con l’asfalto non le ha lasciato scampo.
La mamma s’è resa conto quasi subito di cosa fosse accaduto. Di corsa ha lasciato casa e ha raggiunto la sua piccola, precipitata nell’androne, chiedendo aiuto. Le sue urla hanno richiamato le persone che abitano nel complesso di edilizia popolare. Sul posto sono giunti gli agenti del Commissariato di Scampia e gli uomini dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (Upg Sp), che hanno effettuato i rilievi del caso e acquisito le necessarie informazioni per cercare di fare chiarezza su quanto accaduto.
Il gesto sarebbe stata la conseguenza di una banale discussione avuta con la madre il giorno precedente, al termine della quale la donna le aveva vietato l’utilizzo del cellulare. Una “piccola” punizione, di quelle che ogni giorno tanti genitori danno nel difficile compito di crescere i propri figli, decisa da una madre nel tentativo di trasmettere alla figlia il rispetto delle regole.
La salma della piccola, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, è stata posta sotto sequestro come da prassi e come da prassi si renderà necessaria l’autopsia. La notizia della morte della bambina ha destato profondo sconcerto nel quartiere: chi la conosceva, descrive la piccola come una ragazzina educata, riservata e molto studiosa. Grande sconcerto anche tra i suoi amici, ai quali – in queste ore – gli adulti di riferimento stanno cercando di spiegare che nessun litigio con i genitori, nessuna punizione, men che meno un telefono cellulare tolto temporaneamente, vale la propria vita.

