(https://it.euronews.com) – Da anni gli investigatori tedeschi sono alla ricerca della squadra composta da sette persone che, secondo le accuse, avrebbe piazzato gli ordigni esplosivi ai gasdotti del Nord Stream nel 2022. Un Ucraino arrestato in Italia nel 2025 su mandato europeo è oggi accusato di crimini di guerra
L’ucraino Serhij Kuznietsov avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell’esplosione del gasdotto Nord Stream nel settembre 2022. Per questo da diversi mesi si trova in custodia cautelare ad Amburgo.
Kuznietsov è considerato uno dei presunti mandanti degli attentati contro i gasdotti provenienti dalla Russia. Diverse esplosioni sul fondale del Mar Baltico distrussero tre dei quattro condotti.
Le condutture corrono in gran parte parallele e vanno dalla città russa di Wyborg fino alla tedesca Lubmin, vicino a Greifswald. Da allora risultano gravemente danneggiate.
Ora la Procura generale federale ha inasprito le accuse: da “sabotaggio contro l’ordine costituzionale” a crimini di guerra. Lo riferiscono, tra gli altri, Spiegel e ARD citando fonti interne.
All’epoca la Procura federale accusava l’ucraino di aver provocato in concorso un’esplosione mediante esplosivo e di sabotaggio contro l’ordine costituzionale. Per questo dovrà essere processato ad Amburgo. Kuznietsov nega le accuse.
Nuova imputazione per crimini di guerra
Ora si aggiunge anche l’ipotesi di reato di crimine di guerra. Secondo le risultanze della squadra investigativa, citate dagli stessi media, Kuznietsov avrebbe guidato il commando di sabotaggio e avrebbe anche comandato la barca a vela “Andromeda” con cui, assieme a un gruppo di altre persone, avrebbero raggiunto i punti in cui compiere gli attentati contro il gasdotto.
Secondo informazioni di Spiegel e ARD il procuratore generale federale ritiene ora che si sia trattato di un attacco contro infrastrutture civili. In base al diritto penale internazionale, questo potrebbe configurare un crimine di guerra. Si tratta della prima incriminazione nel caso Nord Stream.
Un mandato di arresto europeo aveva portato all’arresto di Kuznietsov nell’agosto del 2025 a Rimini, come aveva riferito Euronews. In quel momento era in vacanza con la famiglia sulla costa adriatica e si è sempre dichiarato estraneo ai fatti.
A novembre del 2025 la corte di Cassazione italiana ha approvato la sua estradizione su mandato d’arresto tedesco.

