In carcere l’ultimo ricercato del clan tunisino dei Sakka

carabinieri Venezia

VENEZIA – Quinto e ultimo fermo in meno di 10 giorni dei carabinieri della compagnia di Venezia che mercoledì hanno arrestato e trasferito in carcere con ordine di custodia emesso dal giudice, l’ultimo ricercato del clan tunisino dei Sakka in centro storico lagunare, accusato di rapina, lesioni e furto aggravato.

L’operazione congiunta, di Squadra mobile di polizia e Arma dei carabinieri, era iniziata a primavera rafforzandosi specie dopo il grave accoltellamento in campo San Barnaba del 22 aprile, con due feriti gravemente colpiti con armi da taglio fra gli esponenti della famiglia tunisina rivale dei Mallat, ed era volta a rintracciare i responsabili di una brutale rapina avvenuta sempre nella città d’acqua a Venezia, ai danni di un cittadino palestinese aggredito a casa sua e rapinato, dopo che gli erano state spezzate le braccia.

Questi fatti hanno portato una decina di giorni fa all’emissione di misure cautelari nei confronti di 5 persone gravemente indiziate a vario titolo di tentato omicidio, lesioni aggravate, rapina e furto aggravato.

Con l’indagine della polizia erano stati raccolti gravi elementi indiziari nei confronti di tre uomini appartenenti e contigui a una famiglia tunisina, già rintracciati e in carcere, indagati per il tentato omicidio di un altro tunisino. Con l’indagine condotta dall’Arma dei carabinieri erano emersi elementi nei confronti di altre due persone appartenenti allo stesso clan tunisino dei Sakka, di cui uno in cella, già ritrovato, a Santa Maria Maggiore, e l’altro arrestato ieri, mercoledì 27 maggio, in piazzale Roma, a seguito del grosso potenziamento dei controlli dell’Arma in centro storico e oltre 50 identificazioni.

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