L’aumento incontrollato delle professioni e il tracollo dei mestieri è sicuramente positivo per l’umanità e il pianeta?
di Franco Luceri – Prima che sia tardi domandiamoci: ma nell’ultimo secolo, il mondo della cultura ha guastato il progresso umano arricchendo i popoli di potenti criminali: dittatori, negrieri e strozzini?
O formando professionisti, ha generato crescita di potere culturale, ma insufficiente potere economico per finanziarlo, dovendo attingere le risorse dalla produttività di lavoratori e imprenditori e dai relativi tributi incassati dallo Stato?
E la risposta credo che non sia spaccacervelli.
Se in un sistema sociale accresci il numero delle professioni, generi un equivalente calo di mestieri, di salari, di ricchezza per la collettività e tributi per lo Stato.
Quindi, grazie a l’istruzione obbligatoria, il mondo della cultura produce da un secolo più pensatori e meno lavoratori dipendenti e autonomi: tant’è che l’Italia, da oltre 30 anni, esporta professionisti e importa manovali.
Secondo voi, chi sta guastando il mondo: i tiranni, ì negrieri e gli strozzini che hanno salvato per millenni umanità e pianeta, oppure professori, professionisti e scienziati che negli attuali sistemi sociali sono l’unica variabile crescente e con intelligenza artificiale al seguito.
Per decenni, subendo il lavaggio del cervello della cultura dominante, ho imputato lo sfascio ai corrotti della politica, ai negrieri del mercato e agli strozzini della finanza.
Ora mi viene il dubbio che la causa scatenante di tutti i guasti moderni sia la cultura, che impoverisce la razza dei lavoratori dipendenti e autonomi produttivi di ricchezza onesta, e moltiplica le razze dei pensatori “dipendenti”, e il debito pubblico crescente per finanziarli.
Qualunque idea partorisca un intellettuale o uno scienziato, può essere attuata solo spendendo il denaro privato o pubblico che hanno prodotto lavoratori e imprenditori o prestato dai banchieri.
Più idee nuove sforna il mondo della cultura più il mondo economico subisce impoverimento, perché la ricchezza prodotta viene dirottata su progetti nuovi, ma senza alcuna garanzia che siano socialmente remunerativi ed ecocompatibili.
Tant’è che non esiste un solo stato al mondo che non sia appesantito da un debito pubblico impagabile, accumulato per decenni senza alcuna possibilità di smaltirlo.
E peggio, con la necessità, anzi l’urgenza (come l’Italia che aveva ripudiato la guerra) di tornare ad armarsi per non finire da preda di predatori più potenti.
Gli uomini come gli animali diventano feroci quando il sistema sociale in cui sono condannati a vivere si impoverisce economicamente.
E ammattiscono del tutto, quando sono resi autonomi culturalmente, ma non economicamente, perché il sistema non essendo abbastanza ricettivo, li emargina, li esclude e li condanna alla cosiddetta fuga dei cervelli.
Chi siano i veri responsabili dell’impoverimento economico e dell’imbarbamento sociale io non sono in grado di stabilirlo.
Ma temo che un sistema sociale possa guastarsi come un motore a miscela se non viene alimentato con il giusto dosaggio di lubrificante e carburante, (scienza e forza lavoro) per non ingolfarsi o grippare.
Perciò domandiamoci, finché siamo in tempo, l’aumento incontrollato delle professioni e il tracollo dei mestieri è sicuramente positivo per l’umanità e il pianeta? Oppure ingolfando cervelli e grippando portafogli, si condannano i popoli alla fame, alla violenza o peggio alla guerra?
Franco Luceri

