La Toscana è una delle poche regioni “in controtendenza” sul fronte della dispersione scolastica
A lanciare l’allarme è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenuto nel corso del pomeriggio di oggi, giovedì 21 maggio, a Prato. Secondo i dati illustrati dal ministro, mentre in Italia il fenomeno degli abbandoni scolastici sarebbe in forte calo, la Toscana continua a registrare numeri preoccupanti.
“Abbiamo raggiunto, per la prima volta nella storia della scuola italiana, una percentuale di dispersione inferiore alla media europea, arrivando all’8,2%. – ha spiegato Valditara – C’erano regioni come la Calabria al 20%, ora scese al 6-7%. La Toscana, invece, è l’unica regione in controtendenza”.
Il dato toscano, ha sottolineato il ministro, si attesterebbe al 9,8% superando anche quello della Campania storicamente considerata una delle regioni più problematiche sotto questo aspetto. “Ha superato persino la Regione Campania che aveva risultati peggiori su questo fronte” afferma Valditara. Per contrastare il fenomeno, il ministero ha annunciato nuovi investimenti sul territorio regionale.
In Toscana sono stati destinati 45-46 milioni di euro attraverso il progetto “Agenda Nord”, pensato per intervenire nelle aree a maggior rischio dispersione. A questi si aggiungono i già stanziati 676 milioni di euro per l’edilizia scolastica e 195 milioni per gli asili nido toscani. Particolare attenzione è stata rivolta anche a Prato, città dove il fenomeno della dispersione scolastica si intreccia con quello dell’integrazione linguistica.
“Abbiamo investito circa 622mila euro a Prato e circa 2 milioni per la Toscana per sostenere l’integrazione degli studenti stranieri” ha spiegato Valditara. Sei scuole pratesi, con tassi di dispersione superiori al 20%, hanno ricevuto fondi specifici e docenti specializzati nell’insegnamento della lingua italiana.
Il ministro ha poi difeso le misure adottate dal governo sull’apprendimento dell’italiano per gli studenti stranieri. “Se un ragazzo non sa nemmeno dire buongiorno e buonasera, è evidente che ha bisogno di un supporto particolare nella conoscenza della lingua italiana. È lì che si crea la dispersione scolastica” afferma.

