Un “lifting” di governo necessario per evitare che l’esecutivo conservatore resti sommerso dal fango di uno scandalo finanziario di proporzioni europee
Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha rotto il silenzio dei giorni scorsi decidendo per un profondo rimpasto della sua squadra. La mossa arriva dopo che la Procura europea (EPPO) ha messo sotto la lente d’ingrandimento quattordici esponenti del partito di governo, Nea Dimokratia, accusati di aver drenato illegalmente fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC).
Il terremoto nei ministeri
Il bilancio politico delle ultime ore è pesante: hanno fatto un passo indietro il Ministro dell’Agricoltura, quello della Protezione Civile e il Viceministro della Salute, tutti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta. Per tentare di blindare il dicastero più esposto, quello dell’Agricoltura, Mitsotakis si è affidato all’esperienza di Margaritis Schinas, già vicepresidente della Commissione Europea e figura di garanzia nei rapporti con Bruxelles.
La crisi è precipitata quarantott’ore fa, quando l’EPPO ha trasmesso al Parlamento greco i fascicoli d’indagine, chiedendo formalmente la revoca dell’immunità per 11 parlamentari della maggioranza. Le ipotesi di reato sono pesanti: frode informatica, false attestazioni e istigazione alla violazione dei doveri d’ufficio per fatti risalenti al 2021.
La truffa dei “pascoli fantasma”
L’indagine, partita già un anno fa, punta a scoperchiare un sistema capillare di corruzione. Centinaia di cittadini avrebbero ottenuto sussidi illeciti dichiarando attività agricole e pascoli inesistenti. Secondo le ricostruzioni, la truffa sarebbe stata agevolata da funzionari infedeli dell’Opekepe, l’agenzia statale incaricata della distribuzione dei fondi, che il premier aveva già promesso di smantellare lo scorso giugno per recidere il “giogo” della corruzione cronica. Al momento, si stima che almeno 23 milioni di euro siano finiti indebitamente nelle tasche di privati e politici.
Un orizzonte politico incerto
Nonostante il portavoce del governo, Pavlos Marinakis, abbia escluso il ritorno anticipato alle urne — previste per la primavera del 2027 — la pressione delle opposizioni è altissima. Il Pasok denuncia che “la corruzione si annida dentro Nea Dimokratia”, mentre Syriza chiede a gran voce elezioni immediate.
In questo scenario di tempesta perfetta, riappare una figura iconica della politica greca: Alexis Tsipras. L’ex leader della sinistra radicale ha annunciato la creazione di un nuovo soggetto politico pronto entro settembre, ma con la possibilità di anticipare i tempi se la crisi di governo dovesse precipitare. Nei prossimi giorni, il voto del Parlamento sulla revoca dell’immunità dei deputati indagati rappresenterà il primo, vero test di tenuta per la maggioranza di Mitsotakis.
www.rainews.it

