Rapina con taser a Torino, vittima legata mani e piedi: arrestati 4 nordafricani

Rapina con taser a Torino

Si erano dati appuntamento in Strada del Drosso, nel quartiere di Mirafiori sud, la sera del 7 giugno scorso. Dovevano concludere degli “affari” rimasti in sospeso. Ma la trattativa non è andata come previsto. Quattro uomini si sono scagliati su un quinto, legato con delle cinture e colpito con pugni e calci. Per impedire le sue reazioni, era stato anche immobilizzato con un taser, uno storditore elettrico.

Le immagini del colpo

La brutale aggressione era stata ripresa da una residente del quartiere, che si era affacciata alla finestra, allarmata dalle grida disperate, e aveva filmato la scena. Immagini che sono state fondamentali per gli investigatori che ora, dopo nove mesi di indagini, hanno arrestato i quattro malviventi: tutti di origine nordafricana, tra i 46 e i 36 anni.

Legato mani e piedi

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, quel giorno i quattro uomini avrebbero inizialmente tentato di costringere la vittima (un cittadino del Camerun, residente in Francia) a salire a bordo di una macchina. Al rifiuto, gli indagati l’hanno aggredito violentemente e gli hanno legato mani e piedi con delle cinture. Si sono così impossessati di diversi effetti personali della vittima: 270 euro, documenti di identità, carta di credito, gioielli d’oro e il telefono cellulare. Per poi darsi alla fuga, facendo perdere inizialmente le proprie tracce.

Le indagini

Il quarantenne, dopo essere stato dimesso dall’ospedale con 7 giorni di prognosi, era rientrato in Francia, mentre i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia Torino Mirafiori, coordinati dalla procura, hanno avviato le indagini. Hanno raccolto le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le testimonianze e fatto analisi tecniche. Così, sono arrivati a identificare i quattro aggressori. Nei loro confronti nei giorni scorsi è stata eseguita la custodia cautelare in carcere. In questa circostanza, mentre notificavano l’ordinanza, hanno trovato e sequestrato nell’abitazione di uno degli indagati uno storditore elettrico, compatibile con quello utilizzato durante il violento pestaggio.

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