Faida tra Rom e albanesi, rogo nelle case popolari: 21 feriti

Faida tra Rom e albanesi, rogo nelle case popolari ocvupate abusivamente

Ancora una volta i protagonisti sono occupanti abusivi

VENEZIA – È di 21 feriti, tra cui 10 bambini, il bilancio dell’incendio doloso che lunedì notte un uomo italiano di origini rom ha appiccato alla palazzina in cui viveva abusivamente: un alloggio inserito all’interno del complesso popolare del Circus di Chirignago. Alla base del rogo ci sarebbe una faida tra occupanti irregolari, ora sfociata in violenza.

Tutto inizia attorno alle 22.30, quando gli inquilini dello stabile di via Fratelli Cavanis vengono svegliati da urla, vetri infranti e colpi contro pareti e garage. A fronteggiarsi sono due vicini: l’uomo poi arrestato, residente al piano terra, e un padre di famiglia albanese che occupa un alloggio al primo piano. «Litigavano da mesi – racconta Anna, la dirimpettaia – lui non aveva mai accettato che l’appartamento di fronte a quello in cui vivo io fosse stato occupato da loro».

LA DINAMICA

Stando a quando raccontano i residenti, il piromane avrebbe minacciato il vicino brandendo una mannaia da macellaio, spostando poi lo scontro all’esterno – e i segni dei colpi di coltello, infatti, sono ancora visibili sui basculanti dei garage. L’albanese avrebbe reagito all’affronto lanciando una pietra contro una finestra dell’appartamento al piano terra e, a quel punto, l’uomo di origini rom avrebbe chiamato alcuni conoscenti.

«Ho visto arrivare almeno sette persone con taniche di benzina», racconta Giuseppe, un residente. Il liquido è stato cosparso sulle scale e su stracci infilati poi sotto la porta blindata – ma rivestita di legno – dell’appartamento al primo piano. Una volta appiccato il fuoco, il gruppo fugge. Le fiamme restano confinate all’alloggio, ma il fumo invade rapidamente l’intera palazzina.

«Una nube nera entrava sotto la porta, ho bagnato tutti gli asciugamani per tappare la fessura e non soffocare», racconta ancora Anna. In molti sono rimasti bloccati, tra il timore del fuoco e quello dell’uomo armato che si aggirava ancora all’esterno. «Non sapevo se uscire e rischiare di essere accoltellata o restare dentro e rischiarire di morire bruciata», dice un’inquilina del secondo piano. L’intervento dei vigili del fuoco – tre autopompe, autoscala, autobotte e carro aria – consente l’evacuazione completa, con anziani e disabili portati fuori in braccio. Sul posto anche cinque ambulanze del Suem, quattro pattuglie della polizia e militari dell’esercito. Ventuno persone vengono trasportate in ospedale per intossicazione: tutte dimesse entro la giornata di ieri. L’autore del rogo, invece, viene subito arrestato dagli agenti per incendio doloso.

IL CIRCUS E L’ATER

L’episodio ha riportato l’attenzione sul Circus, grande complesso di edilizia popolare costruito tra anni Ottanta e Novanta per ospitare centinaia di famiglie operaie nella periferia di Mestre. Un quartiere cresciuto però tra servizi carenti, spazi comuni poco controllati e presenza costante di occupazioni abusive, più volte denunciate dai residenti. «Un episodio gravissimo, l’ennesimo in cui poteva scapparci il morto – commenta il presidente dell’Ater Venezia Marco Mestriner, dopo il sopralluogo – e ancora una volta con protagonisti occupanti abusivi che non rispettano le leggi». I danni alla palazzina, soprattutto agli impianti, sono già stimati in migliaia di euro. «Pagherà l’Ater, quindi la collettività. E a rischiare sono le famiglie regolari che vivono lì».

Giorgia Zanieratowww.ilgazzettino.it

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