Violenza sessuale su 18enne, maliano offre risarcimento

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Harouna Sangare, il cuoco 25enne del Mali imputato per la violenza sessuale e lesioni ai danni di una 18enne milanese avvenuta la sera del 30 agosto 2025 vicino alla stazione ferroviaria di San Zenone al Lambro, ha avanzato, tramite il suo legale, un’offerta di risarcimento economico alla vittima.

Il gup di Lodi ieri ha ammesso il rito abbreviato, rinviando l’udienza di un mese per consentire il deposito di documentazione relativa all’imputato e l’eventuale accettazione del risarcimento. In udienza non si sono presentati nĂ© la vittima, nĂ© suoi legali. L’imputato è un ”richiedente asilo” con moglie e due figli. Proprio la moglie, pochi mesi prima dell’episodio di San Zenone, l’aveva denunciato per maltrattamenti in famiglia, procedimento tuttora pendente a Milano.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’incubo della 18enne era iniziato poco prima delle 23 nel sottopasso ferroviario di via Bissone. La giovane, che aveva fatto visita alla sorella, stava andando a prendere il treno che l’avrebbe riportata a Milano, quando è stata sorpresa e afferrata dal 25enne, che l’ha trascinata a sé con la forza. La violenza si è consumata tra il guard rail e il muro di cemento che costeggia la strada da Ceregallo a Sordio, al confine tra Milanese e Lodigiano.

La ragazza era rimasta in balia del suo aggressore per quasi un’ora, prima che l’uomo si rivestisse e si allontanasse dal luogo della violenza. A quel punto la 18enne, pur sotto choc, era riuscita a chiedere aiuto.

Sangare, che era ospite di un centro di accoglienza di Milano, ma quella sera aveva svolto l’attività di cuoco nel centro per migranti di San Zenone al Lambro, è stato incastrato grazie alle tracce di dna rimaste sui vestiti della vittima. La svolta, col fermo del 25enne, è arrivata dieci giorni dopo l’aggressione. L’episodio aveva riportato pesantemente sotto i riflettori il tema della sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle loro immediate vicinanze. Luoghi spesso teatro di spaccio, degrado, aggressioni e microcriminalità.

Alessandra Zanardi – www.ilgiorno.it

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