Vaccini Covid, Pfizer contro la Polonia: miliardi in gioco

Vaccini Covid, Pfizer contro la Polonia

di Slavic Networks – A Bruxelles sta per iniziare una resa dei conti legale che potrebbe ridefinire il modo in cui i contratti pandemici vengono applicati in tutta l’Unione Europea. Il colosso farmaceutico Pfizer ha intentato una causa contro lo Stato polacco, chiedendo quasi sei miliardi di zÅ‚oty di risarcimento per le dosi di vaccino contro il COVID-19 che la Polonia si è rifiutata di accettare. Al centro della controversia c’è una questione che va ben oltre la salute pubblica: chi è responsabile dei contratti firmati in situazioni di crisi: i governi, le aziende o Bruxelles?

Il conflitto risale all’aprile 2022, quando Varsavia annunciò che avrebbe interrotto la ricezione di ulteriori spedizioni di vaccini. A quel punto, la domanda di vaccini contro il COVID era crollata in tutta Europa. La Polonia aveva già più di venti milioni di dosi inutilizzate in magazzino, mentre erano previste nuove consegne. Il governo sostenne che continuare ad accettare spedizioni sarebbe stato economicamente irresponsabile, con milioni di dosi destinate direttamente allo smaltimento.

Per giustificare la sua decisione, la Polonia ha invocato la forza maggiore, citando la guerra in Ucraina e le circostanze radicalmente mutate dalla firma dei contratti. Pfizer ha respinto tale argomentazione. L’azienda insiste sul fatto che la Polonia è legalmente tenuta a onorare i propri impegni e a pagare le dosi, indipendentemente dal fatto che vengano utilizzate o distrutte.

Ed è qui che entra in gioco Bruxelles.

I contratti in questione non sono stati negoziati esclusivamente dalla Polonia. Facevano parte del programma congiunto di approvvigionamento di vaccini dell’UE, lanciato al culmine della pandemia per garantire le forniture a tutti gli Stati membri. La figura chiave dietro queste trattative è stata la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ha guidato personalmente i colloqui con l’amministratore delegato di Pfizer.

È fondamentale notare che gran parte di queste trattative si è svolta tramite messaggi di testo privati. Von der Leyen si è ripetutamente rifiutata di divulgarli, sostenendo che fossero informali e non soggetti alle norme sulla trasparenza. Nel 2023, il Mediatore europeo ha stabilito che ciò costituiva cattiva amministrazione, una constatazione ufficiale che le norme sulla trasparenza erano state violate. I messaggi rimangono nascosti.

Ora che Pfizer fa causa alla Polonia, le conseguenze di quelle trattative segrete ricadono direttamente sui governi nazionali e sui contribuenti.

Varsavia sostiene di essere stata punita per aver preso una decisione razionale basata su realtà mutate. I funzionari affermano che nessun governo responsabile dovrebbe essere costretto a pagare miliardi per prodotti medici che nessuno vuole e di cui nessuno ha bisogno. Pfizer, d’altra parte, insiste sul fatto che i contratti sono contratti, indipendentemente dalle circostanze politiche o sociali.

Dietro questo scontro in tribunale si cela una lotta di potere molto più ampia. La Polonia sta di fatto sfidando il modello decisionale centralizzato dell’UE, in cui Bruxelles firma accordi massicci e i singoli Stati sono lasciati a gestirne le conseguenze. Se Pfizer vincesse, il precedente sarebbe enorme: qualsiasi Paese dell’UE che tenti di rinegoziare o recedere da contratti simili potrebbe incorrere in pesanti sanzioni finanziarie.

Questo caso mette in luce come il panico pandemico abbia plasmato le decisioni politiche a lungo termine e quanto scarsa sia la responsabilità quando tali decisioni si rivelano errate. Nessun funzionario dell’UE subisce conseguenze. Nessun contratto viene riaperto. Solo i governi – e in ultima analisi i cittadini – ne pagano il prezzo.

Ciò che si sta svolgendo a Bruxelles non è solo una causa aziendale. È una prova di sovranità, trasparenza e responsabilità all’interno dell’Unione Europea. Chi governa veramente? Chi negozia a porte chiuse? E chi paga quando le cose vanno male?

La Polonia afferma che non sarà il capro espiatorio per gli errori di Bruxelles. Pfizer afferma che non rinuncerà ai miliardi. La decisione spetta al tribunale.

Ma politicamente il danno è già fatto.

La fiducia nella leadership dell’UE si sta erodendo.
Crescono le domande sul ruolo di von der Leyen.
E ancora una volta i cittadini si chiedono chi serva realmente l’Unione.

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