Vaccino Covid, Speranza: “nessuno si illuda di tornare a vita normale”

“L’avvio della campagna vaccinale” contro l’epidemia da Covid “apre una stagione nuova, finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel, ma restiamo con i piedi per terra ed evitiamo i trionfalismi, perché dobbiamo evitare che un pezzo di Paese profondo possa illudersi che abbiamo già vinto, e che da domani possiamo riprendere la vita normale, ricominciare ad abbracciarci, toglierci le mascherine, riaprire tutto. Se questo accadesse sarebbe devastanteâ€. Così Roberto Speranza in un colloquio con la Stampa.

“L’antidoto non ci esenta dalle responsabilità e non ci esime dai sacrifici – afferma il ministro della Salute -. La differenza rispetto a prima è che possiamo affrontarli con uno spirito diverso, perché ora sappiamo che possiamo farcela. Ma che dobbiamo continuare a farli, mantenendo la divisione ‘cromatica’ dell’Italia e i divieti durante i giorni di festa, è fuori discussione. Anche perché i frutti delle restrizioni varate con l’ultimo decreto li stiamo raccogliendo, visto che l’indice Rt è sceso da 1,7 a 0,82â€.

Riguardo le 9.750 dosi arrivate in Italia e alle 150mila in Germania, “questa è una stupidaggine – dice Speranza -. Chiariamo subito un punto cruciale. Esiste un solo contratto di acquisto dei vaccini, firmato dalla Commissione Europea per conto dell’intera Unione. E la distribuzione delle dosi tra i vari Stati membri, sempre da contratto, è gestita dalla stessa Commissione in base al numero di abitanti. La nostra quota è del 13,45% del totale di tutti i vaccini che l’Ue ha acquistato dalle sei aziende produttrici. Alla fine della campagna vaccinale, nel 2022, il nostro Paese avrà ricevuto 202 milioni di dosi. Nell’immediato, la distribuzione tra i singoli Stati può variare in base a fattori del tutto casuali: il giorno in cui viene fatta la comunicazione, la distanza dagli stabilimenti. Quelli Pfizer sono a Bruxelles, quindi in Germania arrivano prima che da noi. Ma la quota di dosi che spetta a ciascun Paese è fissa, per contratto. Dunque non c’è chi è più bravo e ne compra di più e chi è più scarso e ne compra di meno. A regime, a noi spettano 420 mila dosi a settimana, e quelle sarannoâ€. (adnkronos)