Ha 87 anni e una condanna definitiva per il furto di un’auto commesso tre anni fa: nonostante l’età avanzata, però, da tre giorni dorme in una cella del carcere fiorentino di Sollicciano. Fino a poco tempo fa viveva all’albergo popolare di via della Chiesa, ma non poteva più restarci: così, quando la sentenza è diventata esecutiva e per lui si sono aperte le porte della struttura penitenziaria toscana.
Le condizioni di salute
Le condizioni fisiche dell’uomo sono definite discrete, ma non ha denti e non riesce a masticare cibo solido. Il penitenziario ha così deciso di spostarlo in una cella del reparto clinico della struttura e chiedendo alla mensa di preparargli pasti liquidi.
Le fasi della vicenda
Prima dell’arresto, gli assistenti sociali del Comune di Firenze gli avevano proposto una via diversa dal carcere: il trasferimento in una residenza sanitaria assistita per anziani nel comune di Castelfiorentino. Offerta che però, l’anziano ha rifiutato perché la struttura si trovava troppo lontano dal capoluogo toscano, ma senza sapere che la vera alternativa sarebbe stata proprio la detenzione. Agli operatori ha raccontato di non avere parenti, ma di sentire ancora forte il legame con Napoli, la città in cui è nato, nel 1939: tornerebbe volentieri nella sua città, dice, anche solo per una visita, perché resta “la città del cuore”.
Il caso
La vicenda raccontata dal “Corriere fiorentino”, è arrivata all’attenzione dell’assessorato alle politiche sociali di Palazzo Vecchio, che sta cercando una struttura disposta ad accogliere l’anziano fuori dal carcere. Il motivo è semplice: a un’età così vicina ai novant’anni, il regime carcerario viene considerato incompatibile con le condizioni di un detenuto anziano e fragile. Solo pochi giorni fa un altro detenuto di 75 anni, è morto all’ospedale San Giovanni di Dio – Torregalli dopo essere stato trasferito d’urgenza da Sollicciano: tra le cause, anche il caldo soffocante all’interno dell’istituto. “Il carcere di Firenze non può essere una Rsa”, ha commentato Stefano Cecconi, dell’associazione Pantagruel, chiedendo una riflessione seria prima di rinchiudere in una cella una persona di 87 anni.
Cosa dice la legge sull’età massima dei detenuti
In Italia non esiste un’età massima oltre la quale sia vietato l’ingresso in carcere. Teoricamente anche una persona molto anziana può essere condannata e detenuta. La legge, però, prevede alcune tutele per i condannati che hanno compiuto 70 anni: al raggiungimento di questa età è infatti possibile, in presenza dei requisiti previsti dall’ordinamento, scontare la pena agli arresti domiciliari anziché in carcere.
Questo beneficio non si applica ai condannati per alcuni reati di particolare gravità, come quelli di stampo mafioso, la tratta di esseri umani o determinati reati sessuali. Inoltre, quando la pena è elevata, la concessione della detenzione domiciliare è rimessa alla valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che tiene conto anche delle condizioni di salute del detenuto e dell’eventuale incompatibilità tra il regime carcerario e il suo stato fisico. Ogni richiesta viene quindi esaminata caso per caso, provando a bilanciare le esigenze di sicurezza con la tutela della salute e della dignità della persona.

