Il giudice federale ha respinto la richiesta di Meta di archiviare il caso
Informazioni chiave
– Quattro stati americani chiedono a Meta il pagamento di sanzioni per un totale di 1.400 miliardi di dollari (circa 1.200 miliardi di euro) per il presunto sfruttamento di minori.
– I querelanti sostengono che Meta abbia progettato piattaforme che creano dipendenza, nascondendo al contempo i rischi al pubblico.
– Questo caso si inserisce in una più ampia battaglia legale tra i giganti della tecnologia in merito alle conseguenze della crisi di salute mentale tra i giovani.
Meta ha rivelato in un recente documento depositato in tribunale che quattro stati americani – New Jersey, Kentucky, Colorado e California – stanno chiedendo multe senza precedenti per un totale di 1.400 miliardi di dollari (circa 1.200 miliardi di euro).
La causa sostiene che la società madre di Instagram e Facebook abbia intenzionalmente progettato le proprie piattaforme per creare dipendenza negli utenti minorenni, nascondendo al contempo i potenziali pericoli associati a questi servizi. Meta ha replicato che una sanzione di tale entità non ha precedenti nella storia della tutela dei consumatori ed è priva di fondamento probatorio, sottolineando che l’importo richiesto è quasi pari alla capitalizzazione di mercato della stessa azienda.
Base per le sanzioni finanziarie
Secondo alcune fonti, i calcoli finanziari utilizzati dai procuratori generali statali, sebbene tenuti segreti, deriverebbero dalla moltiplicazione del numero totale di minori coinvolti per l’importo delle multe previste dalla legge per ciascun reato.
Questo processo, previsto per il mese prossimo a Oakland, in California, esaminerà se Meta abbia violato le leggi statali a tutela dei consumatori ingannando il pubblico sulla sicurezza delle sue piattaforme. Inoltre, il procedimento affronterà le cause intentate da quasi 30 stati, i quali sostengono che Meta abbia violato il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) federale raccogliendo dati di minori senza il consenso dei genitori.
La difesa legale di Meta
A sua difesa, Meta sostiene che l’accusa non ha fornito prove di inganno pubblico, affermando che la “dipendenza dai social media” non è una diagnosi psichiatrica riconosciuta. Inoltre, l’azienda sostiene di non aver violato le leggi federali sulla privacy poiché i suoi servizi erano rivolti a un pubblico ampio e non specificamente a bambini di età inferiore ai 13 anni.
Nonostante queste argomentazioni, un giudice federale ha recentemente respinto la richiesta di Meta di archiviare il caso, rilevando che persistevano significative discrepanze fattuali in merito alla natura di dipendenza delle applicazioni e alle strategie di marketing dell’azienda rivolte ai minori.
Una tendenza crescente al contenzioso nel settore tecnologico
La controversia si inserisce in una più ampia tendenza legale, che vede Meta e altri giganti della tecnologia come TikTok, YouTube e Snapchat affrontare migliaia di cause legali che collegano la progettazione delle loro piattaforme a una crisi di salute mentale tra i giovani.
Mentre processi separati sono previsti per il prossimo anno in altri 14 stati, alcune battaglie legali si sono già concluse. Ad esempio, una giuria del Nuovo Messico ha recentemente condannato Meta a risarcire lo stato con 375 milioni di dollari (circa 328,1 milioni di euro) dopo aver accertato che Meta aveva ingannato i suoi cittadini. Il Nuovo Messico sta attualmente cercando di ottenere un risarcimento danni aggiuntivo e un’ingiunzione del tribunale per imporre cambiamenti strutturali a WhatsApp, Instagram e Facebook.

