Sono tornati liberi i sette anarchici arrestati a giugno dalla polizia dopo un’indagine della procura di Roma
Il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza avanzata dal collegio difensivo composto dagli avvocati Calia, Grenci, Rossi Albertini e Mosini che denunciavano “l’assenza di elementi idonei a dimostrare l’esistenza di un’ associazione e la sua connotazione terroristica”.
Annullata l’ordinanza del gip
Così, ha annullato l’ordinanza del gip che aveva disposto cinque misure cautelari in carcere e due ai domiciliari ordinandone la scarcerazione. L’accusa era di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Per due degli arrestati anche di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo.
In particolare, dell’azione compiuta lo scorso 14 febbraio ai danni della rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma-Firenze, con l’uso di esplosivi rudimentali che hanno provocato danni all’infrastruttura. Disposti 45 giorni per il deposito delle motivazioni, le quali chiariranno i motivi che hanno portato alla decisione presa dai giudici.
Il giorno del blitz della Digos, peraltro, è stato sgomberato a Montesacro il centro sociale Bencivenga dove non sono mancati momenti di tensione. In quelle fasi concitate sono stati lanciati libri, olio e acqua bollente.
L’esecuzione delle ordinanze, firmate dal gip del tribunale di Roma, è stata accompagnata da una serie di perquisizioni in diverse aree del territorio nazionale. Le attività, condotte con la collaborazione delle Digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti. “Proprio il carattere diffuso delle attività criminose e la presenza di reti e collegamenti, anche a livello internazionale, vede e impegna importanti azioni di coordinamento, in primo luogo della direzione nazionale antimafia e antiterrorismo” era stato riportato in una nota della questura.

