Vittoria per Donald Trump. Con i voti favorevoli dei sei giudici conservatori, e quelli contrari delle tre giudici liberal, la Corte Suprema ha affermato che il governo americano può legalmente respingere i ”richiedenti asilo” prima che mettano piede in territorio americano. La sentenza quindi costituisce un punto a favore dell’amministrazione del presidente che potrebbe così reintrodurre la pratica, in vigore in passato, che permette agli agenti di confine di respingere migranti prima che possano fisicamente attraversare la frontiera tra Stati Uniti e Messico, impedendo così loro di fare domanda di asilo.
“Nel linguaggio comune, nessuno direbbe che una persona arriva in un luogo, che sia una casa, una città o un Paese, prima che questa persona vi sia entrata fisicamente”, si legge nella sentenza scritta dal giudice Samuel Alito, sostenuta dagli altri cinque giudici conservatori. “L’interpretazione illogica della Corte è guidata quasi interamente dalla concentrazione su un’unica parola ‘in'”, scrive invece nella sentenza del dissenso la giudice Sonia Sotomayor, aggiungendo che “le parole, però, devono essere lette in un contesto”.
In effetti, il ricorso su cui si è espressa la Corte Suprema è relativo ad un caso avviato nel 2017 da un gruppo per i diritti dei migranti Al Otro Lado per difendere i 13 richiedenti asilo dopo che l’amministrazione Obama nel 2016 aveva iniziato ad adottare in modo informale la pratica per rispondere al sovraffollamento di valichi di confine, in particolare nell’area di San Diego. […]
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