Nella costruzione del campo largo in vista delle prossime elezioni politiche il centro “è un’area fondamentale per vincere. Va costruita un’aggregazione. E siccome serve generosità da parte di tutti, io continuo a sperare che Silvia Salis — che sta facendo benissimo la sindaca a Genova 😛 — si metta a disposizione di questo progetto”.
Lo indica a Repubblica Dario Franceschini osservando che se Silvia Salis “accettasse, rafforzerebbe il progetto e darebbe alla coalizione la possibilità di battere la destra. Il centro del centrosinistra è troppo frammentato e fa fatica a unirsi. Ma tutti riconoscono a Salis le capacità necessarie per fare questo lavoro. Poi, cosa succederà in futuro si vedrà, ma intanto si salva l’Italia. Perché divisi si perde”.
Quanto agli eventuali problemi creati dalla politica estera dei Cinque Stelle, “il programma – ricorda l’ex ministro – parte sempre da posizioni diverse che trovano una sintesi. E io non ho nessun dubbio che si troverà. Se la pensassimo allo stesso modo staremmo nello stesso partito. Anche a destra è così”
Sul tema primarie Franceschini non vede una alternativa: anzi, “ce ne sarebbe solo una: che i leader si accordino su un nome terzo ma non ne vedo. Personalità di questo tipo non si cercano, si vedono, non le crei in laboratorio. Le primarie allora sono lo strumento migliore per esprimere le proprie idee in una cornice di valori condivisi che si stabiliscono prima. E dal giorno dopo chi perde sostiene chi ha vinto”. Peraltro, aggiunge, Conte “ha già fatto il premier e non ha bisogno di dimostrare nulla.
Quanto a Schlein, io sono stato al governo con cinque primi ministri, so le qualità che servono, e posso dire che lei le ha tutte per preparazione, carattere e credibilità internazionale”. In un eventuale scontro elettorale con Giorgia Meloni – spiega – “si vedrebbe la diversità valoriale e di preparazione. Noi non dobbiamo cercare una Meloni di sinistra, dobbiamo mostrare le differenze. Che si vedono chiaramente”.
Commentando la foto della cena fra i leader Pd, 5s e Avs “non l’ho trovata nuova, era già capitato altre volte. Io penso che un’alleanza per l’Italia vada fatta per cerchi concentrici. Il primo è quello della foto. E il merito è di Schlein, che ha saputo sanare le divisioni del ’22, e di Conte che ha portato i 5S nell’alveo progressista da posizioni antieuropeiste e antisistema. Poi, man mano, questo cerchio si porterà dentro gli altri, a partire da Renzi” che – conclude – “mi pare sia stato uno dei primi a capire cosa rischia la democrazia se vince Meloni. Sta facendo bene l’opposizione. Ha pieno titolo di stare nell’alleanza. E non solo lui”.


