Mariateresa Mastromarino per www.ilrestodelcarlino.it – Il Comune di Bologna continua la lotta al vandalismo grafico, seguendo la logica secondo cui “tutti dobbiamo contribuire di più al decoro urbano”. E per questo motivo, l’amministrazione chiama a raccolta, come già aveva provato a fare nel 2022, il mondo dei privati. Come? Sollecitare proprietari e amministratori dei numerosi edifici che si trovano sotto le Due Torri a pulire le loro facciate e vetrine imbrattate da graffiti, tag e scritte.
Il sindaco Lepore: “Spendiamo quasi 2 milioni di euro l’anno per pulire i muri”
A esprimere questa volontà è proprio il sindaco Matteo Lepore ai microfoni di Ètv in una puntata di ’Dedalus’: “Da quattro anni spendiamo quasi due milioni di euro l’anno per pulire i muri, anche dei privati”, scandisce il primo cittadino, puntualizzando: “Io credo che ci siano edifici privati che possono essere puliti anche dagli amministratori e dai proprietari. Ci sono grandi banche che stanno abbandonando le loro filiali, perché ormai queste spesso vanno on line – riflette –: quelle banche devono tenere le vetrine pulite. Io sto facendo anche ordinanze, perché è giusto che sia così”.
Si ragiona su una revisione del regolamento
A Palazzo d’Accursio si sta ragionando su una revisione del “nostro regolamento di Polizia urbana, che tiene insieme tutte le regole per il decoro urbano, lo spazio pubblico e il lavoro in strada. Nelle prossime settimane proporremo una modifica”.
Questo perché “credo che dobbiamo darci delle regole più chiare e più adatte anche a una città così frequentata dal turismo, perché una città molto frequentata si sporca anche di più. Quindi dobbiamo assolutamente aggiornare i nostri strumenti”.
Lepore accende i fari sul senso civico
Lepore accende i fari sul senso civico: “Dobbiamo darci una serie di regole che fanno ritornare Bologna a essere una città che si prenda più cura di sé. Così come i commercianti devono spazzare e pulire l’area antistante al proprio negozio. Noi dobbiamo sanzionare se non viene fatto, ma occorre che non ci sia bisogno sempre della Polizia locale” e che quindi prevalga “il senso civico”.

