PARIGI – Si apre oggi a Parigi un nuovo processo che riguarda abusi sessuali e violenze sugli allievi delle scuole materne e elementari pubbliche, commessi dal personale addetto alle attività extra-scolastiche (mensa, ricreazione, gite, visite, attività doposcuola etc). L’aspetto straordinario è il numero delle persone complessivamente coinvolte: nel 2025 sono stati sospesi 46 animatori; e nel 2026, dal 1° gennaio al 3 aprile, gli addetti sospesi sono 78.
La procura di Parigi sta indagando su 84 scuole materne, una ventina di scuole elementari e una decina di asili nido, ha spiegato il 17 maggio la magistrata Laure Beccuau. Non casi isolati quindi ma un fenomeno di ampiezza preoccupante.
Il processo che si apre oggi riguarda David G., 35 anni, dipendente della scuola materna Alphonse-Baudin nell’est di Parigi. Nell’aprile 2025 molti bambini avevano raccontato ai genitori di essere stati toccati dall’uomo, che era stato sospeso il 9 aprile e arrestato il 24 giugno. Quasi un anno dopo, David G. si presenta in tribunale con l’accusa di aggressioni sessuali su 8 bambini dai 3 ai 5 anni e molestie sessuali su tre colleghe. Rischia 10 anni di prigione.
Il 5 maggio, in un processo precedente, l’accusa ha chiesto la condanna a diciotto mesi di reclusione con la condizionale nei confronti di un animatore di un’altra scuola pubblica dell’est della capitale, la Titon. La sentenza è prevista per il 16 giugno. «Il processo per i fatti della scuola Alphonse-Baudin è il secondo di una lunga serie di casi che si susseguiranno nella capitale. È molto importante. La miccia è accesa, speriamo che seguano altri procedimenti», ha dichiarato alla radio franceinfo Barka, cofondatrice di #MeTooEcole, un collettivo composto da numerose famiglie della scuola Alphonse-Baudin.
Venerdì scorso sono stati invece arrestati due animatori della scuola materna Saint Dominique, nell’ovest della capitale, dopo testimonianze che indicano violenze sessuali sui bambini. Il primo indagato, 52 anni, (nato in Brasile) è sospettato di una serie di fatti denunciati da diverse vittime relativi a abusi sessuali su minori di età inferiore ai 15 anni. Il secondo, 44 anni (nato in Camerun, è indagato per «fatti di abuso sessuale in diversi periodi» nonché per atti di esibizionismo nei confronti di minori. Tredici persone fermate nel quadro della stessa inchiesta sulla scuola Saint Dominique sono state rimesse in libertà ma restano indagate.
#Périscolaire #E_Grégoire #A_Hidalgo
Un homme de 52 ans né au Brésil, écroué.
Un homme de 44 ans né au Cameroun, écroué.
D’après les sources judiciaires et médiatiques (AFP, CNews, Le Monde, etc.), les deux animateurs du périscolaire de l’école Saint-Dominique à Paris, mis en… pic.twitter.com/eDoASlvDPt— Lavocat Libre🇨🇵 (@Lavocat_Libre15) May 26, 2026
Gli addetti alle attività extrascolastiche, a differenza degli insegnanti, non dipendono dal ministero dell’Istruzione ma dal comune di Parigi. Il nuovo sindaco Emmanuel Grégoire ha assicurato qualche giorno fa che dal suo arrivo alla guida della capitale, nel marzo scorso, «sono state prese misure eccezionali, gli animatori vengono ormai sospesi immediatamente, dopo la minima segnalazione». Una settimana fa gli animatori hanno manifestato nelle strade di Parigi per protestare «contro il sospetto generalizzato» che li riguarda dopo l’esplosione dello scandalo e in particolare dopo una trasmissione televisiva di Cash Investigation, simile nel format all’italiana Report.
Mentre infuria la polemica politica, con la destra che accusa l’amministrazione socialista (di Anne Hidalgo prima e Emmanuel Grégoire poi) di avere minimizzato e insabbiato lo scandalo, il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha annunciato che i casellari giudiziari degli animatori saranno sistematicamente controllati e che il personale giudiziario sarà potenziato: «Istituiremo un procuratore specializzato in ogni procura (…) Metterò in atto un piano Marshall per assumere un maggior numero di esperti che portino avanti le indagini». Il ministro della Giustizia ritiene inoltre necessario inasprire le pene: «Vorrei che si modificasse la legge per introdurre un’aggravante in caso di stupri seriali, portando così la pena da venti a trent’anni di reclusione, e per abolire la prescrizione per i reati contro i minori».

