L’uomo aveva già segnalazioni all’autorità giudiziaria per porto di strumenti atti a offendere e per reati contro il patrimonio
L’ha agganciata mentre lei girovagava in una stazione del Ravennate, l’ha convinta di poterla aiutare seguendolo a casa sua a Ravenna. E una volta qui, invece di un farmaco del quale lei aveva bisogno, le ha somministrato alcol e hashish e l’ha violentata.
Con questa accusa martedì pomeriggio la polizia ha arrestato un 31enne originario della Costa d’Avorio, ma residente in un quartiere a ridosso del centro cittadino e regolare sul territorio nazionale. L’uomo, rintracciato in stazione dalla squadra Mobile con l’ausilio della Polfer, deve ora rispondere di violenza sessuale su una 15enne residente nel Ravennate: aggravata, oltre che dalla minore età di lei, dall’avere sfruttato lo stato di incapacità fisica della ragazzina e dall’avere usato subdoli mezzi come birra e ’canne’ per riuscire nel suo intento.
Il 31enne, difeso dall’avvocato Sandra Vannucci, si trova ora in carcere in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare del gip Andrea Galanti per pericolo di reiterazione del reato emessa su richiesta del pm Francesco Coco titolare del fascicolo.
I fatti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’apposita sezione della Mobile, si erano verificati tra il 12 e il 13 febbraio scorso. Sembra che la ragazzina, dopo alcuni dissidi in famiglia (in fondo condizione molto frequente nel corso dell’adolescenza), avesse deciso di allontanarsi per dirigersi alla stazione ferroviaria più vicina e poi chissà dove. Ma è lì che il 31enne l’ha notata vagare in evidente difficoltà. Ecco che allora si è offerto di ospitarla a Ravenna per darle la possibilità di rifocillarsi, cambiarsi e trascorrere la notte.
Tuttavia – prosegue l’accusa – non appena dentro all’abitazione, lui ha palesato i suoi reali intenti: le ha offerto bevande alcoliche e uno spinello: e, dato che lei era a digiuno da quasi un giorno, ecco che quella roba ha avuto l’effetto di stordirla. Quindi, approfittando di quella condizione – così descritta: “a peso morto come un manichino” – ha abusato della ragazzina ormai inerme nonostante lei ripetesse “no” e scuotesse pure la testa. All’indomani mattina la 15enne al risveglio è infine riuscita ad allontanarsi e a raggiungere la sua famiglia.
L’indagine è scattata in seguito al referto medico stilato dall’ospedale di Ravenna dopo visita ginecologica della minore: in quella occasione, i sanitari avevano appreso dalla 15enne della possibile violenza patita. Gli accertamenti della questura hanno quindi permesso di ricostruire la dinamica della violenza così come ora descritta nella misura restrittiva. La testimonianza della giovane e l’analisi dei flussi telefonici, hanno permesso di identificare il sospettato e di fare luce sulla vicenda. L’uomo, ora in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia, aveva fino a questo momento solo segnalazioni all’autorità giudiziaria: per porto di strumenti atti a offendere e per reati contro il patrimonio.
Andrea Colombari – www.ilrestodelcarlino.it

