Aggredirono e violentarono una 37enne. Chiesti fino a 7 anni per cinque stranieri

tribunale aula

Sono state richieste condanne fino a 7 anni per i cinque imputati a processo per l’aggressione sessuale avvenuta il 2 novembre 2020 a Correggio

Secondo la ricostruzione investigativa, quel giorno un uomo e una donna furono bloccati da due scooter mentre erano in auto. Poi vennero presi a calci e pugni e sfregiati con coltelli ai volti e alle gambe. La donna, oggi 43enne, fu trascinata fino a una vicina vigna, mentre il fidanzato fu lasciato sanguinante sul luogo dell’aggressione. Poi la giovane fu fatta salire a forza su uno degli scooter, sotto la minaccia di un coltello alla gola, e condotta in una casa di Correggio, in via Canolo 44, dove si trovava anche una donna residente nel Bresciano, ora imputata: tra le mura di quest’abitazione sarebbe stata sottoposta a un abuso sessuale. I carabinieri di Correggio e Novellara, insieme a quelli di Reggio e Guastalla, arrestarono cinque persone di origine marocchina, tra cui la donna.

Devono rispondere a vario titolo di diversi reati, tra cui spicca la violenza sessuale di gruppo, oltre a sequestro di persona, lesioni aggravate, violenza privata, danneggiamento e porto di oggetti atti ad offendere. Davanti al collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Michela Caputo, ieri si è svolta la discussione delle parti.

Al culmine della requisitoria, il pubblico ministero Dario Chiari ha chiesto 7 anni e 15 giorni per due imputati: Mustapha Fadli, oggi 35enne, che era domiciliato a Correggio in via Canolo 44, la casa dove avvenne una parte dei fatti contestati, e il 41enne Abdeljabar Lahoudigad di Noceto. Domandati 6 anni e 15 giorni per il 30enne Rafik Fadli.

Per il 49enne Mohamed Benabbou, domiciliato a Sant’Ilario, chiesti 4 anni e 6 mesi più 800 euro di multa. La 31enne Ghizlane Hassouni di Montichiari (Brescia) deve rispondere di favoreggiamento: quando accorsero i militari, avrebbe condotto la donna in bagno impedendole di chiamare aiuto, le avrebbe tolto il sangue addosso e l’avrebbe obbligata a indossare abiti puliti in modo da non attirare l’attenzione dei militari: per lei sono stati domandati 2 anni e mezzo. Per la donna ritenuta vittima, di origine marocchina e residente a Reggio, è stato chiesto un risarcimento di 150mila euro.

Alessandra Codeluppi – www.ilrestodelcarlino.it

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