Una falsa relazione per diagnosticare la disabilità di un bambino di otto anni in una scuola elementare di Venezia
È l’accusa rivolta contro due insegnanti, le quali avrebbero descritto il piccolo come «agitato, iperattivo», con «marcate difficoltà di attenzione, di concentrazione e di memoria» e con «una salivazione incontrollata».
Il controllo effettuato dallo psicologo e dal logopedista dell’Unità Locale Socio Sanitaria (Ulss), ai quali i genitori si sono rivolti per un secondo parere, ha smentito quanto riportato dalle due maestre. In questa occasione, la famiglia avrebbe poi affermato che i quaderni del bimbo sarebbero stati «modificati» per avvalorare la tesi delle insegnanti.
La preside della scuola ha ammesso che «la maestra ha sbagliato» e che «quei quaderni erano stati alterati». Successivamente, il padre del bambino ha sostenuto di aver scoperto che suo figlio non era l’unico ad avere problemi con le docenti e che «alcune famiglie hanno ritirato i loro figli in questi tre anni. L’unica spiegazione che ci siamo dati», ha affermato il genitore, «è che volessero avere un insegnante di sostegno».

