Pietrasanta, cameriere senegalese picchiato da 7 albanesi

carabinieri

Pietrasanta (Lucca), 21 aprile 2026 – Doveva essere una serata di lavoro come tante altre, magari più impegnativa del solito. Del resto è sabato, il centro storico di Pietrasanta pullula di gente e i tavoli da servire sono pieni di clienti. Il lavoro di L.C., 33enne di origini senegalesi in servizio al bar “Pietrasantese” in piazza Duomo come cameriere, fino all’1,30 di notte va avanti secondo il solito copione. Poi succede l’impensabile.

Da un tavolo qualcuno gli dice “spostati, ne*ro di m…”, lui riconosce uno della comitiva, formata da sette albanesi, e chiede spiegazioni, ma in tutta risposta riceve un doppio pestaggio sia dentro il locale, con altri avventori che riescono ad allontanare il branco, sia all’esterno, in mezzo alla piazza.

Il bollettino, fortunatamente, non è pesantissimo. Portato all’ospedale “Versilia”, al giovane, residente a Forte dei Marmi, sono stati dati cinque giorni di prognosi e tre di riposo a causa del trauma cranico e delle contusioni multiple a spalla, mano e gamba sinistra rimediate durante la brutale aggressione. Domenica mattina, insieme al suo avvocato Gianluca Pajatto con studio a Forte dei Marmi, il giovane si è recato alla stazione dei Carabinieri di Forte dei Marmi dove ha sporto denuncia contro ignoti per il reato di lesioni personali per futili motivi, con l’aggravante del razzismo, fornendo le generalità di cinque testimoni, incluso il titolare del bar.

In base al racconto fornito ai militari, il 33enne ha detto che la violenza si è scatenata mentre stava servendo un tavolo da dieci persone. A un certo punto, dal tavolo esterno in cui si trovavano i sette albanesi, tutti abbastanza alticci, è partito l’insulto razzista. Il cameriere ha provato inutilmente a chiedere spiegazioni a uno della comitiva, che come detto conosce da tempo, perché un secondo dopo è stato raggiunto da calci e pugni.

Il 33enne si è rannicchiato per terra per parare i colpi e in un primo momento è andata bene perché altri clienti sono riusciti ad allontanare gli aggressori. Anche lui ha lasciato il bar e si è diretto in piazza Duomo, ma il branco lo ha inseguito e all’altezza del tabacchino lo ha di nuovo aggredito per poi dileguarsi.

“La tragedia di Massa – dice, con rammarico, l’avvocato Pajatto – non ha insegnato proprio nulla. Avevo visto quel ragazzo la sera stessa, poi il giorno dopo mi ha chiamato raccontandomi l’accaduto. Le conseguenze fisiche non sono state gravi, ma quel che è successo è allucinante”. Le indagini dell’Arma sono in pieno svolgimento, con le telecamere che potrebbero fornire indizi utili a individuare i responsabili.

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