Germania, per uomini tra 17 e i 45 anni serve permesso dell’Esercito per trascorrere più di tre mesi all’estero

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In Germania torna il tema del servizio militare e lo fa con una norma che sta facendo discutere

Gli uomini tra i 17 e i 45 anni devono ottenere un’autorizzazione della Bundeswehr (il nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Federale) per trascorrere più di tre mesi all’estero. La disposizione è contenuta nella Legge di modernizzazione del servizio militare, entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

Le dichiarazioni del ministro della Difesa e la polemica

Il vincolo, finora poco noto, è emerso dopo le dichiarazioni del ministero della Difesa all’agenzia Dpa. L’intenzione del governo è di rendere il permesso sostanzialmente automatico finché il servizio resta volontario, ma in assenza dei regolamenti attuativi la norma è già formalmente valida.

La riforma segna comunque un cambio di passo nella politica di difesa tedesca. Prevede il ritorno del registro militare obbligatorio per i giovani che compiono 18 anni e introduce visite mediche per valutare l’idoneità al servizio, a partire dai nati nel 2008.

Così la Germania punta sull’esercito

La Germania punta a rafforzare rapidamente il proprio esercito, con l’obiettivo di arrivare a circa 260mila militari attivi e 200mila riservisti. Il modello scelto è, per ora, volontario, ma il governo non esclude il ritorno alla leva obbligatoria se i numeri non dovessero bastare o se il contesto internazionale dovesse peggiorare.

La stretta sui viaggi all’estero si inserisce proprio in questo quadro: garantire che i potenziali reclutabili restino disponibili. Un segnale che conferma come, anche in Germania, la leva militare stia tornando al centro del dibattito politico europeo.

Dal ministero della Difesa tedesca fanno sapere intanto che è allo studio un ulteriore intervento normativo per chiarire il punto: l’obiettivo è considerare il permesso automaticamente concesso finché il servizio resta su base volontaria. Fino a quando la nuova legge non sarà approvata, però, l’autorizzazione resta formalmente necessaria, anche se – assicurano da Berlino – nella pratica dovrebbe essere rilasciata senza particolari ostacoli.
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