“Se per qualsiasi motivo non si dovesse raggiungere un accordo a breve – cosa che probabilmente avverrà – e se lo Stretto di Hormuz non venisse immediatamente ‘aperto al traffico’, concluderemo il nostro piacevole ‘soggiorno’ in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente non ancora ‘toccato'”.
È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, dando aggiornamenti su presunte trattative in corso con l’Iran. “Questo sarà un atto di vendetta per i nostri numerosi soldati, e altri, che l’Iran ha massacrato e ucciso durante i 47 anni di ‘regno del terrore’ del vecchio regime”, ha aggiunto.
Iran: “nessun contatto diretto con Washington”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come “eccessive e irragionevoli”. Secondo quanto riferisce l’emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, ‘Iran International’, Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell’Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento.
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