Crescono al Congresso Usa i dubbi sulla strategia e sull’uscita dal conflitto con l’Iran, avviato dal presidente Donald Trump senza un voto formale di autorizzazione
A tre settimane dall’inizio della guerra, i parlamentari chiedono chiarimenti su obiettivi, tempi e costi. Secondo fonti parlamentari, il bilancio include almeno 13 militari statunitensi uccisi e oltre 230 feriti, mentre il Pentagono ha avanzato una richiesta di circa 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni. Intanto migliaia di soldati sono stati dispiegati in Medio Oriente e i prezzi del petrolio sono in aumento.
“Qual è l’obiettivo finale?”, ha detto all’Associated Press il senatore repubblicano Thom Tillis, sottolineando la necessità di una strategia chiara. Critiche arrivano anche dai democratici, che contestano l’assenza di un piano definito. In base al War Powers Act, il presidente può condurre operazioni militari per 60 giorni senza l’approvazione del Congresso, ma con l’avvicinarsi della scadenza cresce la pressione politica sull’amministrazione.
Lo stesso Trump ha affermato di valutare un possibile ridimensionamento delle operazioni, mentre la Casa Bianca continua a indicare obiettivi come il contenimento del programma nucleare iraniano e la riduzione delle capacità missilistiche. Tuttavia, la mancanza di una linea chiara alimenta le perplessità anche nella maggioranza repubblicana.
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